Articoli,  Disney,  Storia moderna e contemporanea

Disney e i pirati – 6 punizioni famose praticate dai pirati

Insieme a Capitan Uncino e Jack Sparrow scopriamo insieme 6 fra le più famose e terribili punizioni praticate dai pirati durante l’età dell’oro della pirateria

“Oh, a noi non mancano i mezzi di persuasione… lasciami pensare… l’olio bollente, la pece, il solletico!” 

Quando si tratta di “mezzi di persuasione” i pirati certamente non erano secondi a nessuno e Uncino, Jack Sparrow e tutta la combriccola di pirati disneyani ne sanno qualcosa. 

I pirati sapevano quali punizioni adottare qualora qualcuno si comportasse in un modo che a loro non andava a genio e la Disney, sia nel classico “Le avventure di Peter Pan” che nei vari film de “I pirati dei Caraibi”, ce ne ha dato un assaggio. Alcune di queste punizioni praticate dai vecchi ladroni del mare sono poi diventate talmente mitologiche e leggendarie, nell’immaginario collettivo, che le varie terminologie usate sono diventate molto famose e tutti abbiamo, almeno una volta, sentito parlare del famigerato “giro di chiglia” o anche della “passeggiata sulla passerella”, tanto per citarne un paio. 

Oggi, quindi, in compagnia dei nostri amati pirati Disney andiamo a scoprire 6 delle punizioni più note fra quelle praticate dai filibustieri durante l’età dell’oro della pirateria. E a proposito di età dell’oro della pirateria, se volete saperne di più riguardo la storia dei pirati vi rimandiamo a questo nostro vecchio articolo qui dove approfondiamo proprio questo argomento. 

Ciò detto, saliamo a bordo della Jolly Roger e salpiamo verso l’Isola che non c’è! 

1 – Camminare sull’asse

punizioni famose applicate dai pirati
Camminare sull’asse, Illustrazione – p.d.

“Capitano! Non ha fatto pluff!” 

Una delle punizioni più famigerate raccontate, sia nei film che in letteratura, è la famigerata camminata sull’asse. Camminata che Uncino impone a Wendy, sul finale del film, con scarsi successi. 

Secondo i racconti, al povero malcapitato venivano legate le mani dietro la schiena, veniva bendato e poi costretto a camminare su di un’asse o passerella, che dir si voglia, che sporgeva sul mare. A quel punto, per costringerlo a saltare, gli veniva puntata una sciabola dietro la schiena o gli si sparava addosso. 

Fra le punizioni piratesche questa è, senza dubbio, una delle più famigerate. Tuttavia, secondo gli studiosi, non ci sono fonti storiche realmente affidabili che possano accertare il fatto che questa pratica fosse effettivamente così diffusa o realmente praticata, come la letteratura e il cinema ci hanno fatto credere. 

L’unica fonte storica davvero attendibile a parlare di una pratica simile, secondo gli storici, proviene dall’Antica Roma. Secondo quanto raccontato dallo storico greco antico Plutarco, infatti, i pirati cilici, attivi nel Mar Mediterraneo nel I sec. a.C., erano soliti punire i prigionieri romani con una pratica molto simile, ma usando una scala al posto dell’asse. 

Altri racconti che testimoniano l’uso di questa punizione da parte dei pirati, in particolare durante l’età dell’oro della pirateria, sono avvolte nelle nebbie della leggenda. Una di queste storie, ad esempio, racconta che un leggendario pirata danese, John Derdrake (di cui l’esistenza è altrettanto leggendaria), pare si divertisse a far annegare i prigionieri in questo modo. 

Un’altra storia ancora dice che anche il pirata barbadiano Stede Bonnet pare la usasse per intrattenere il suo equipaggio e per liberarsi dei prigionieri. 

Ad ogni modo, vera o leggendaria che sia, la camminata sull’asse deve la sua notorietà maggiormente alla letteratura e al cinema. Compare sia nel classico Disney che nei film de i “Pirati dei Caraibi” e in vari altri film su questo tema. E, ancora prima che sul grande schermo, sono stati celebri autori come Robert L. Stevenson e J.M. Barry a citarla nelle proprie opere letterarie d’avventura rendendola una punizione piratesca leggendaria. 

2 – Giro di chiglia 

punizioni famose applicate dai pirati - giro di chiglia
Illustrazione raffigurante il giro di chiglia – p.d.

Un’altra punizione tipicamente usata dai pirati e il cui nome sicuramente vi suonerà noto è il famigerato “giro di chiglia”. Questa pratica viene nominata anche da Capitan Uncino nel classico Disney, anche se solo nella versione originale in inglese del film. Quando infatti Uncino dice: “Oh, a noi non mancano i mezzi di persuasione… lasciami pensare… l’olio bollente, la pece, il solletico!” In inglese in realtà la frase è leggermente diversa e al posto della pece e del solletico Uncino utilizza i termini: “keelhauling” che significa appunto giro di chiglia, e “marooning” traducibile in italiano con la frase “abbandonare in un luogo deserto”. Data la difficoltà di traduzione in italiano dei due termini è facile intuire perché nella versione italiana siano stati sostituiti dalla pece e dal solletico. 

Proprio il “keelhauling” e il “marooning”, però, erano due delle pratiche più note fra quelle usate come punizione dai pirati. 

Per quanto riguarda la prima, il giro di chiglia, questa era sicuramente una delle punizioni più terribili fra quelle inflitte. Ideata dalla marina olandese alla fine del XVI secolo, consisteva nel legare il malcapitato con una corda e nel trascinarlo sott’acqua da un’estremità all’altra della nave, facendolo passare lungo il fondo della barca per tutta la sua lunghezza, per poi farlo risalire in superficie. Le probabilità di sopravvivenza erano davvero esigue e, anche se il povero prigioniero fosse riuscito a superare il giro di chiglia, avrebbe sicuramente riportato molti tagli, ferite e cicatrici dovute al fatto di essere stato trascinato sul fondo della nave. Insomma, Uncino li conosce davvero bene i “mezzi di persuasione”. 

3 – Marooning (abbandono in un luogo deserto) 

Come detto poco fa anche questo tipo di punizione viene nominata da Uncino nel film; anche se, senza dubbio, la scena più famosa che la ricorda è quella di Jack Sparrow che viene sottoposto al marooning per ben due volte su di un’isola deserta. Prima da solo e poi insieme ad Elizabeth.

Questa condanna, per quanto possa sembrare meno violenta del giro di chiglia, era senza dubbio una delle peggiori in assoluto, perché equivaleva ad una vera e propria condanna a morte, seppur ritardata.

Veniva riservata ai pirati (o anche ai marinai) che si erano macchiati di gravi violazioni, come furto a qualche altro compagno pirata, ammutinamento o la diserzione. In questo caso il trasgressore veniva abbandonato su di un’isola remota e disabitata, gli veniva dato un solo barile d’acqua e una pistola e, in certi casi, veniva anche spogliato dei suoi vestiti. In altri casi veniva lasciato alla deriva in una barca senza remi. Uno dei casi più famosi di “marooning” è quello del corsaro britannico Alexander Selkirk che ispirò Daniel Defoe per il suo celebre personaggio Robinson Crusoe. Selkirk venne infatti abbandonato dal suo capitano sull’isola di Más a Tierra, nell’arcipelago di Juan Fernandez, e lì rimase per ben quattro anni, riuscendo a sopravvivere finché non venne tratto in salvo da una nave. 

4 – Sweating

Questa punizione, in confronto con le altre appena citate, era più una forma di umiliazione che una vera e propria punizione mortale.

Nello “sweating”, che in italiano possiamo tradurre letteralmente con “sudorazione”, il malcapitato veniva legato all’albero maestro della nave e, a questo punto, i suoi compagni gli si radunavano intorno e si divertivano a tormentarlo con coltelli e pugnali mentre il prigioniero era costretto a schivarli muovendosi e correndo come meglio poteva, ricreando in questo modo una vera e propria “danza”. 

Spesso il tutto veniva accompagnato dall’equipaggio che cantava, suonava e beveva divertendosi. Una variante di punizione molto simile a questa era il “blooding and sweating”, letteralmente “sanguinare e sudare”. In questa versione il prigioniero veniva legato e costretto a correre tra due file di marinai che lo colpivano con aghi da vela mentre passava. Alla fine, non contenti, i pirati prendevano il prigioniero e lo rinchiudevano in un barile pieno di scarafaggi. (Personalmente avrei preferito senza dubbio il “marooning” al barile di scarafaggi). 

5 – Fustigazione con il “gatto a nove code”

punizioni famose applicate dai pirati
Un marinaio viene punito con il gatto a nove code – Credits pic. to: Di https://wellcomeimages.org/indexplus/obf_images/86/56/9bce562e34ad726c92eeae414035.jpg CC-BY-4.0, CC BY 4.0

Un’altra terribile punizione spesso adoperata, e non solo dai pirati, era la fustigazione, in particolare con il cosiddetto “gatto a nove code”. 

In realtà, secondo le fonti, i pirati preferivano altri tipi di “mezzi di persuasione” alla frustra, ma non era improbabile che venisse usata anche sulle navi dei famigerati predoni del mare. 

Il malcapitato, in questo caso, veniva legato, magari all’albero maestro, e frustrato sulla schiena con un tipo particolare di frusta chiamata, appunto, “gatto a nove code”. Si tratta di una frusta composta da nove pezzi di corda annodati insieme e tenuti da un manico. Ciascun pezzo di corda ha più nodi per rendere la frusta ancora più dolorosa. In alcuni casi alle estremità di ciascun filo venivano legati ami da pesca o palle da moschetto. 

6 – Mettere ai ferri

In ultimo, ma non meno importante, c’era la pratica di mettere qualcuno ai ferri (in inglese nota come “clapping in irons”, letteralmente battere ai ferri). In questo caso ai prigionieri venivano incatenati polsi e caviglie, gettati in un luogo buio della nave e lasciati quasi morire di fame per un certo periodo di tempo. A volte venivano anche lasciati legati sul ponte durante una tempesta. 

Detto questo siamo giunti, per ora, alla fine di questo nostro breve excursus, ma di forme di punizione altrettanto macabre usate dai pirati ce ne sono ancora altre, e mi riservo la possibilità di ampliare questa lista in futuro! 

Per ora, se l’articolo vi è piaciuto, fatecelo sapere condividendolo o commentando sui nostri canali social! 

Fonti: