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Le origini letterarie del Professor Ratigan disneyano

Scopriamo i personaggi letterari che hanno ispirato il Professor Ratigan Disney

“Mi piace essere cattivo” 

Fra i cattivi Disney il professor Ratigan è il classico personaggio che si piazza più o meno a metà fra quelli più ricordati e celebri e quelli meno noti o che hanno avuto meno impatto. 

Personalmente, l’ho sempre trovato divertente nella sua cattiveria e non si può dire che la scena in cui canta non sia una delle migliori scene di canto/ballo date ad un cattivo Disney. 

Per crearlo gli artisti Disney hanno preso ispirazioni da più parti, attori in primis. Tuttavia, com’è accaduto anche con la Regina di Cuori, di cui ho parlato in questo articolo qui, anche per Ratigan gli artisti Disney sono partiti, innanzitutto, da due ispirazioni letterarie ben precise

Come, infatti, molti di voi sicuramente sapranno, “Basil l’investigatopo” altri non è che una rivisitazione in chiave “topesca” del più noto e benamato personaggio di Sherlock Holmes, dello scrittore e drammaturgo scozzese Sir Arthur Conan Doyle. Per essere ancora più precisi, la storia ritratta nel film Disney si rifà a sua volta ad un’opera letteraria ben precisa, della scrittrice americana Eve Titus, dal titolo “Basil of Baker Street”. 

In quest’opera, come vedremo a breve, Eve ha ripreso i personaggi, le storie e le ambientazioni di Doyle per Sherlock Holmes e le ha trasposte, in chiave “topesca”, creando i personaggi e le trame a cui poi si è ispirata a sua volta la Disney per creare “Basil l’investigatopo”. 

Tutti i personaggi principali presenti nel film, quindi, si rifanno a queste due opere letterarie: quella della Titus prima e quella di Doyle poi. Il perfido professor Ratigan non fa eccezione e, anzi, la sua ispirazione principale arriva da uno dei personaggi più importanti fra gli antagonisti dell’intelligente detective di Baker Street di Doyle. Sto parlando del Professor Moriarty, che la Titus ha poi trasformato in Ratigan nella sua opera letteraria. 

Oggi, quindi, come avrete capito, vi parlerò proprio delle origini letterarie di questo affascinante personaggio, partendo da quello di Doyle e arrivando a quello della Titus.

Quindi, preparate le vostre lenti d’ingrandimento, aguzzate l’ingegno e immergiamoci nei vicoli della piovosa Baker Street! 

La saga letteraria di Sherlock Holmes

ratigan moriarty - copertina uno studio in rosso
Copertina della prima edizione di “Uno studio in rosso” – p.d.

Come già accennato, l’ispirazione per il perfido Ratigan arriva, innanzitutto, da uno dei cattivi e antagonisti, fra i più celebri in assoluto, del noto detective creato dalla penna di Doyle. 

Prima però di presentarvi questo oscuro personaggio dalla mente brillante, che da non poco da fare al furbo Sherlock, è il caso di fare una breve premessa riguardo le origini dell’opera letteraria a cui questo personaggio appartiene. 

Il personaggio di Sherlock Holmes, che è diventato il prototipo per eccellenza e l’esempio da seguire per qualsiasi detective che si rispetti, comparve per la prima volta nel romanzo “Uno studio in rosso”, pubblicato per la prima volta nel 1887 sulla rivista “Beeton’s Christmas Annual”. Successivamente, comparve in un totale di 4 romanzi e più di 50 racconti brevi, insieme ad altri personaggi come il dottor Watson e Moriarty, che contribuiranno a rendere celebre quella che potremo definire una vera e propria saga letteraria. 

Fra le opere più famose sicuramente sono da ricordare i romanzi “Il mastino dei Baskerville” e “La valle della paura”; o anche i racconti “Uno scandalo in Boemia” e “L’ultima avventura”, entrambi contenuti in due raccolte diverse di racconti. Questo, ovviamente, solo per citare le storie più celebri. 

Il professor James Moriarty 

ratigan moriarty
Ritratto del Professor Moriarty – p.d.

Come facilmente immaginabile, data questa larga quantità di racconti e storie, Sir Arthur ha dovuto procurare una buona quantità di antagonisti da contrapporre al nostro buon vecchio Sherlock. E dato lo spiccato acume e la nota furbizia di questo personaggio, anche alcuni degli antagonisti con cui aveva a che fare nelle storie dovevano essere altrettanto furbi e geniali. 

Fra questi, il più ricordato e il più riuscito di tutti è, senza dubbio, il Professor James Moriarty. Moriarty si presenta come la vera e propria nemesi di Sherlock. È il suo arcinemico per eccellenza e, sicuramente, quello che più gli da da fare, tanto che Doyle lo descrive, per bocca di Sherlock, come “il Napoleone del crimine”.

Appare per la prima volta nel racconto “L’ultima avventura”, pubblicato sulla rivista “The Strand Magazine” nel 1893 e, in seguito, aggiunto alla racconta di racconti “Le memorie di Sherlock Holmes”. Compare, in maniera indiretta, anche nel romanzo “La valle della paura”, del 1915; e viene menzionato in altri cinque racconti. La sua presenza, quindi, fisicamente parlando, è piuttosto breve all’interno della larga opera di Doyle. Tuttavia, lo scrittore scozzese ha reso questo personaggio talmente bene nella sua intelligente malvagità, da renderlo il cattivo più ricordato in assoluto fra quelli affrontati da Sherlock

Doyle lo presenta non come un semplice professore, bensì come un vero e proprio genio della matematica e non solo. Un uomo che dietro una facciata apparentemente impeccabile, tiene invece in mano le redini dell’intera malavita della città. Per far capire bene di che tipo di personaggio si tratta basta vedere come viene descritto dallo stesso Holmes all’interno del primo racconto in cui compare: 

“È un uomo di buona nascita ed eccellente istruzione, dotato per natura di una fenomenale facoltà in matematica… Ma l’uomo aveva tendenze ereditarie del tipo più diabolico. Una tensione criminale nel suo sangue, che, invece di essere modificata, era aumentata e resa infinitamente più pericolosa dai suoi straordinari poteri mentali…[…]È il Napoleone del crimine, Watson. È l’organizzatore di metà del male e di quasi tutto ciò che non viene rilevato in questa grande città…” 

O ancora nel romanzo “La valle della paura”: 

“Il più grande intrigante di tutti i tempi, l’organizzatore di ogni diavoleria, la mente che controlla la malavita, un cervello che avrebbe potuto creare o distruggere il destino delle nazioni: ecco cos’è quell’uomo! Ma è così al di sopra di ogni sospetto, così immune dalle critiche, così abile a gestirsi e a rimanere nell’ombra, che per ciò che lei ha appena detto, potrebbe trascinarla in tribunale e uscirne con la sua pensione di un anno come balsamo per la sua dignità ferita.”

Ecco, dopo una descrizione del genere c’è davvero ben poco da aggiungere riguardo al tipo di personaggio che si trova ad affrontare Sherlock Holmes. E non stupisce affatto che sia diventato, nonostante le sue brevi apparizioni, una delle figura antagonistiche più celebri dell’opera di Doyle e, in generale, uno dei cattivi più riusciti di tutti i tempi. 

Per quanto riguarda il primo incontro fra lui e Sherlock, come detto, questo avviene all’interno del racconto “L’ultima avventura”. Sarebbe troppo lungo riportare l’intera trama di questo e delle altre opere in cui compare e voglio lasciare a voi la curiosità di andarle a leggere. Però, molto in breve, la storia della sua prima apparizione inizia con Sherlock che confessa al Dottor Watson che da anni sospetta che molti crimini, apparentemente isolati, siano in realtà tutte macchinazioni di una vasta organizzazione criminale al cui vertice si trova proprio il professor Moriarty. Costui, secondo la teoria del detective, fornisce protezione e aiuto strategico in cambio di obbedienza e di una quota dei profitti criminali. Una volta che il professore si è reso conto che Holmes è sulle sue tracce lo affronta e lo minaccia di morte ma, ovviamente, Sherlock ignora la cosa e continua ad indagare, fornendo anche prove alla polizia riguardo tutta la faccenda. La storia continua e lo scontro finale, che non vi rivelo per non fare spoiler nel caso vogliate leggere il racconto, avviene in Svizzera presso le Cascate di Reichenbach. 

Il professor Ratigan di Eve Titus 

ratigan moriarty
Copertina del libro di Titus – Credits: By [1], Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=23196044

È proprio a questo personaggio così particolare che la scrittrice Eve Titus si è ispirata, in seguito, per ricreare la sua versione “topesca”, rinominandolo “Professor Padraic Ratigan”.

Anche in questo caso tocca fare una breve premessa riguardo l’opera letteraria di Eve Titus. 

Pubblicato per la prima volta nel 1958 “Basil of Baker Street” è il primo romanzo di altri cinque, che la scrittrice americana pubblicò negli anni fra il 1958 e il 1982, tutti con protagonisti i personaggi e le ambientazioni di Doyle, ma rivisitati in chiave “topesca”. Ecco quindi che, nell’opera della Titus, Sherlock Holmes diventa Basil e il Dottor Watson diventa il dottor David Q. Dawson; ed entrambi vivono nella cantina del numero 221B di Baker Street, proprio sotto l’appartamento in cui vive il vero Sherlock Holmes (cosa che viene citata anche nel film Disney). 

Gli altri libri della saga (alcuni dei quali temo non siano stati tradotti in italiano, da ciò che ho potuto dedurre dalle mie ricerche), sono: “Basil and the Lost Colony”; “Basil and the Pygmy Cat”; “Basil in Mexico”; e “Basil in the Wild West”. Successivamente, negli anni 2000, la scrittrice statunitense Catherine Hapka ha ripreso la serie scrivendo altri libri, di cui l’ultimo “Basil and the Library Ghost” è stato pubblicato nel Maggio del 2020. 

Il professor Ratigan compare in varie di queste storie ed è, in tutto e per tutto, basato principalmente sul personaggio di Moriarty. Proprio come lui viene definito un criminale abilissimo e dalla mente brillante, un vero genio a capo di una losca banda che da molto da fare a Basil durante le sue avventure. A differenza del film, in cui Basil lo fa più volte innervosire facendogli notare di essere in realtà un ratto, nel libro Ratigan è un topo e non un ratto, nonostante il nome sembri affermare il contrario. 

Detto ciò siamo giunti alla fine di questo breve tour letterario all’interno del misterioso mondo di Sherlock Holmes. Se l’articolo vi è piaciuto, come sempre, fatecelo sapere condividendolo o commentando sui nostri canali social! E, se volete rimanere sempre aggiornati sugli ultimi articoli pubblicati, non esitate ad iscrivervi alla nostra newsletter compilando il form qui sotto! 

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