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Disney e i draghi: origine e storia di un animale mitologico in Occidente

Insieme ai draghi Disney più famosi, facciamo un breve excursus sulle origini e la storia della figura mitologica del drago in occidente

Se c’è un animale mitologico che, più di tutti, ha sempre affascinato la fantasia di chiunque questo è il drago. Che siano cattivi e assettati di potere o buoni e portatori di saggezza, i draghi hanno sempre stuzzicato e popolato la fantasia dell’essere umano fin dall’alba dei tempi. 

La Disney, quindi, non poteva di certo mancare all’appello in questo campo e ha da sempre fatto sfoggio, nelle sue opere, film o fumetti, di draghi di ogni genere. Sicuramente, per quanto riguarda i classici, però, i più noti e affascinati sono: il drago sputa fuoco verde della ‘Signora di ogni male’ Malefica, il drago viola di Maga Magò e il drago cinese per eccellenza, il “potentissimo, simpaticissimo e indistruttibilissimo Mushu” (cit.) in “Mulan”; senza contare il più recente drago orientale Sisu di “Raya e l’ultimo drago”.

E proprio a proposito di draghi cinesi, mi preme dirvi che non è la prima volta che parliamo di origine e storia dei draghi qui sul blog. Infatti, la nostra cara Cecilia, tempo fa, già ci ha raccontato dei nostri animali serpentiformi preferiti in questo articolo qui, dove ha analizzato la figura del drago in Cina. Proprio in Cina, infatti, la visione e la storia dei draghi è ben diversa da quella occidentale, come lei stessa ha ben spiegato nell’articolo appena citato. 

Se volete saperne di più sulla figura del drago orientale, e quindi anche dei draghi assimilabili a Mushu o Sisu, correte a recuperare il suo articolo. In questo articolo, invece, ho deciso di approfondire l’origine e la storia di questo animale mitologico nella sua accezione prettamente occidentale. Un accezione decisamente più negativa, malvagia e Malefica Style.

Quindi, sellate i vostri draghi, e voliamo insieme alla scoperta delle origini e della storia di queste affascinanti figure mitologiche! 

Cos’è un drago? 

storia draghi occidente
Illustrazione di un drago di Friedrich-Johann-Justin-Bertuch – p.d.

La parola drago deriva dal latino ‘draco’ e dal greco ‘drakon’, parole originariamente usate per indicare i serpenti. Ed infatti, come già Cecilia ci ha spiegato nell’articolo succitato, la figura del drago è sempre stata associata a quella del serpente. In breve potremmo definire il drago il parente famoso e affascinante e di cui tutti parlano dei più denigrati e spesso odiati serpenti. Inoltre, è una figura presente in tutto il mondo e in tutte le popolazioni e mitologie antiche in più formi, siano esse positive o negative. Per farvi capire, anche gli aborigeni australiani hanno le proprio leggende legate ad esseri e Dei che assumono spesso la forma di draghi. Ad oggi, quando pensiamo ad un drago pensiamo ad un rettile si, ma decisamente più grande, con le ali di pipistrello e un aspetto molto grande e maestoso stile Malefica. Tuttavia, questa iconografia è molto più recente perché, originariamente, il drago era molto più simile ad un enorme serpente. 

I draghi tra Medioriente, Egitto, greci e romani

Tiamat
Rappresentazione, da un sigillo cilindrico, di un serpente dotato di corna, a volte identificato con la dea Tiāmat – Di Ben Pirard at nl.wikipedia, CC BY-SA 3.0

Secondo gli studiosi, le prime leggende e mitologie a citare i draghi o figure simili al drago, sono quelle del Vicino Oriente antico e della letteratura mesopotamica. In tal senso, una delle prime fonti a citare creature simili è l’antichissimo poema babilonese sulla creazione del mondo “Enūma eliš”. Fra i draghi che compaiono in quest’opera vi è, ad esempio, la dea degli oceani Tiāmat spesso raffigurata, nell’iconografia, come una sorta di drago marino. Questo solo per citare il più famoso. 

Anche gli egizi avevano le proprie creature simil drago, e uno dei più noti è sicuramente il dio Apopi. Si tratta di una sorta di demone del caos e delle tenebre, nemico del sole, simbolo del male, che aveva appunto la forma di un gigantesco serpente. 

Anche greci e romani avevano la propria buona dose di figure dragonesche. Numerosi, ad esempio, sono i draghi presenti negli antichi miti di entrambe le culture. Che sia il drago Ladone sconfitto da Ercole, oppure il drago che sorveglia il Vello d’oro tanto cercato dagli Argonauti.

Ovviamente, questi sono solo dei brevissimi esempi, perché se volessi elencarvi tutti i draghi che compaiono in questi vari miti antichi staremmo qui a parlarne per un bel po’. Vi basti sapere che, in generale, il drago in queste culture rappresenta l’aspetto caotico del cosmo ed è quindi simbolo delle forze cosmiche e dell’equilibrio fra bene e male. È, inoltre, molto più simile, come dicevo, ad un enorme serpente e simili. 

Il drago nei miti nordici

Fafnir a guardia del tesoro -storia draghi occidente
Fafnir a guardia del tesoro, illustrazione di Arthur Rackham – p.d.

Come detto, il drago è sempre stato presente in tutte le culture e in Occidente, sicuramente, ha avuto molta fortuna nei miti germanici e nella mitologia norrena. Anzi, la fisionomia e le caratteristiche fisiche del drago nordico hanno a lungo modellato e influenzato la figura del drago come oggi la immaginiamo. 

Nei racconti vichinghi o del folclore scandinavo, ad esempio, il drago era una creatura potente e magica e infatti molte navi, o anche gli scudi e i bastoni dei guerrieri, erano decorati con immagini di draghi proprio per incutere paura nei nemici. 

Ovviamente ciò significa che di leggende su e con i draghi ve ne erano molte e il drago più famoso di tutti, in questo tipo di mitologie, è sicuramente Fafnir. 

Fafnir compare nella “Saga dei Völsungar”, una saga leggendaria scritta in prosa nel XIII secolo. 

Originariamente nano, preso dall’avidità uccide il padre per impossessarsi dell’oro che questi aveva ricevuto dagli dei. Si rifiuta di dividerlo con il fratello e Odino, per punirlo, lancia una maledizione sul tesoro; e così che Fafnir si trasforma in un drago che custodisce gelosamente e avidamente il tesoro finché l’eroe Sigurd (Sigfrido) lo uccide. 

Altri draghi famosi sono Nidhogg e Jormungand. Il primo si narrava dimorasse alla base dell’Yggdrasil, l’albero del mondo, era associato ai morti e banchettava succhiando il sangue delle persone malvagie. Il secondo, invece, noto anche come Miðgarðsormr, era un enorme drago/serpente malvagio, nemico giurato di Thor che, secondo la profezia, avrebbe ucciso durante il Ragnarök (la fine del mondo secondo la mitologia nordica). 

Altro drago famoso è quello che compare nel poema epico inglese “Beowulf”; drago che pare abbia ispirato Tolkien nel creare il suo magnifico (diciamolo) Smaug per “Lo hobbit”. 

Ovviamente queste sono solo le figure più note ma, come vi dicevo, questi draghi hanno avuto un grande impatto nell’influenzare la nostra percezione del drago. Molti romanzi fantasy, Tolkien in testa, hanno attinto a queste leggende e a questa mitologia, contribuendo a creare l’immagine del drago magico e potente che noi tutti conosciamo.

Il drago secondo il cristianesimo

storia draghi occidente - San Giorgio e il drago - drago e cristianesimo
San Giorgio e il drago, Paolo Uccello – p.d.

Ed eccoci giunti al periodo in cui i draghi iniziano ad essere rappresentati nella religione cristiana. Ed è inutile dirvi che il drago di Malefica, o anche quello di Maga Magò, è perfettamente associabile a questo tipo di drago. Nello specifico, quando Malefica si autoproclama “Signora di ogni male” e si trasforma in drago sputa fuoco verde, riassume tutto quanto il cristianesimo credeva a proposito dei draghi. Già nella Bibbia, infatti, il drago viene associato al male e al demonio e, durante il Medioevo, questa immagine diventa quella più classica. Anche nelle iconografie dell’arte medievale i draghi sono costantemente associati al demonio tanto che, a volte, le due cose finiscono per coincidere. Se non è identificato con Lucifero, è comunque assimilato ad altri animali perfidi e demoniaci, come ad esempio il basilisco. In generale viene quasi sempre raffigurato con la testa con una cresta, la lingua biforcuta, zampe artigliate come quelle dei felini o dei rapaci, ali di pipistrello, pelle di rettile, fiato velenoso e una lunga e sferzante coda. Al contrario dei draghi delle passate mitologie, quelli rappresentati nel Medioevo cristiano sono spesso visti, quindi, come l’incarnazione del male assoluto. Ecco quindi che anche le storie ad essi associati spesso convergono con quelle di santi, angeli o comunque eroi che diventano famosi per averli sconfitti. Tanto che esiste anche una parola per definire i santi uccisori di draghi, ovvero i santi sauroctoni. E in questa lista, oltre al più noto e famoso San Giorgio, vi è anche San Teodoro, Santa Margherita, Santa Marta, San Silvestro e tantissimi altri che non sto qui ad elencarvi.

Nella maggior parte di queste leggende, i draghi sono di due tipi, o sono a guardia di tesori oppure infestano i paesi creando scompiglio a più non posso. In entrambi i casi rappresentano le forze del male che mettono alla prova l’eroe, guerriero o santo che sia, pronto a fronteggiarlo per ucciderlo e sconfiggerlo. 

Il drago oggi 

Oggi il drago ha assunto, pian piano, un’immagine molto diversa rispetto a quella Medievale. Forse anche grazie alle influenze orientali, che guardano ai draghi come ad esseri benevoli e positivi, di gran lunga diversi rispetto a quelli demoniaci del Medioevo. La letteratura odierna o anche il cinema, ne ha fatti depositari di potenza sì, ma anche di saggezza e di positività. Il drago, oggi, è si una creatura mitologica, ma dal carattere decisamente non più demoniaco o malvagio come in passato. Comunque non sempre. La Disney, da questo punto di vista, ha ben saputo cogliere questa evoluzione passando dal drago perfido di Malefica e di Maga Magò al simpatico e benevolo Mushu o alla più recente e diverte Sisu di “Raya e l’ultimo drago”.  

Detto questo, siamo giunti alla fine di questo breve excursus nella storia e origine dei draghi. Se l’articolo vi è piaciuto fatecelo sapere condividendolo o commentandolo sui nostri canali social! 

Fonti: 

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