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Walt Disney Lifes: Roy O. Disney e Walt, un legame speciale

Dietro le figure importanti ed imponenti come quella di Walt Disney ci sono spesso vite e storie di persone e di legami molto profondi e particolari. 

Qualche tempo fa vi parlammo dell’incontro che Walt ebbe con Ub Iwerks e di come proprio quell’incontro cambiò la vita di entrambi, dando luogo ad una profonda e sincera amicizia (potete rileggere l’articolo qui).

Leggendo la biografia di Walt, però, si capisce fin da subito che una delle figure più importanti della sua vita (se non la più importante in assoluto), è stata suo fratello maggiore nonché suo socio Roy Oliver Disney. Se c’è una figura fra le Walt Disney Lifes che merita davvero di essere raccontata è proprio quella di Roy. Non solo perché fu socio di Walt e grazie al suo genio finanziario riuscì a traghettare fuori dai problemi più e più volte l’azienda, ma soprattutto in quanto fratello. 

Il legame che univa i due fratelli Disney è un qualcosa di davvero sorprendente. La maniera in cui, sin dall’inizio, si sono presi cura l’uno dell’altro e il modo in cui Roy proteggeva suo fratello minore è davvero commovente e illumina sul fatto che, nella vita, molto spesso per ottenere ciò che vogliamo, abbiamo bisogno di persone molto fidate che ci guardino le spalle quando noi non possiamo farlo. 

Walt e il fratello Roy
Walt e suo fratello Roy – Credits Photo to DisneyFandom.com

Inoltre, è davvero importante ricordare che, senza suo fratello Roy, la vita di Walt sarebbe stata molto diversa sin dall’infanzia. Per di più, da adulti, quando insieme si occupavano ormai della loro compagnia, probabilmente senza l’acume commerciale del fratello maggiore, Walt sarebbe andato in bancarotta già dopo i primi lungometraggi. 

Allo stesso tempo senza Walt, Roy, probabilmente, non sarebbe arrivato ad essere socio e dirigente della casa di Topolino e avrebbe avuto una vita sicuramente molto meno movimentata.
Insomma, i due si completavano e si sostenevano a vicenda con una fiducia reciproca che, a leggere le biografie, può insegnarci molto.

Ovviamente, essendo Walt il volto della compagnia nonché il genio creativo e artistico, la figura del fratello è spesso stata lasciata indietro, in particolare perché egli stesso preferiva così, avendo un carattere decisamente più tranquillo ed estremamente modesto e pacato. Tuttavia, per tutti i motivi su citati, non se ne può davvero non parlare in una rubrica come questa. Ecco perché questo articolo è tutto dedicato a lui e al suo legame prezioso e speciale con Walt, cosa di cui si parla sempre troppo poco, ma che è importante conoscere per rendere omaggio alla storia di una persona che ha contribuito con grande lavoro e dedizione a rendere la Disney ciò che conosciamo oggi.

Chi era Roy Oliver Disney?

Marceline

Ma chi era con esattezza Roy??

Ebbene, Roy Oliver Disney nasce il 24 Giugno del 1893 a Chicago, 8 anni prima di suo fratello Walt e terzo figlio di Elias Disney e Flora Call.

Walt e Roy in visita a Marceline
Walt e Roy in visita a Marceline negli anni ’60 – Photo credits: http://www.marcelinemo.us

Poco dopo la nascita del piccolo Walt, nel 1901, la famiglia Disney si trasferisce a Marceline, dove lo stesso Walt ha l’occasione di formare la sua spiccata fantasia che lo accompagnerà per tutta la vita e di cui vi ho parlato in un vecchio articolo che potete leggere qui per approfondire. È proprio da Marceline che il legame dei due fratelli si consolida. Roy diventa per il fratello minore una sorta di padre surrogato, in particolare perché loro padre Elias, era una figura piuttosto severa e decisamente diversa dal figlio minore, che, come ben si sa, viene descritto come un’artista e un sognatore sin dagli inizi. 

I fratelli più grandi sono, appunto, più grandi e pian piano si costruiscono una loro vita a parte. È con Roy in particolare che Walt lega più di tutti e questi, stando a quanto raccontato, era un fratello maggiore in tutto e per tutto. Lo aiutava, lo proteggeva e lo supportava nelle sue pazzie, era, in pratica, il suo punto di rifermento e colui presso cui Walt si rifugiava in caso di bisogno; era lui, più degli altri fratelli e della sorella, che coinvolgeva nelle sue idee e progetti. In cambio Roy riceveva da Walt una vitalità e una spinta verso l’avventura che da solo, con il suo carattere decisamente meno estroverso, non riusciva ad avere.

Sarà proprio qui che Roy svilupperà verso il fratello minore un senso di protezione che porterà con sé fino alla fine dei loro giorni.

Da Kansas City, alla guerra fino a Los Angeles

Quando la famiglia si trasferisce a Kansas City, Roy e il piccolo Walt vengono messi dal padre a lavorare per la consegna dei giornali. Un lavoro che, soprattutto d’inverno, si rivela davvero faticoso per i due ancora molto giovani. Più tardi Roy riesce a trovare lavoro presso la First National Bank e, con l’arrivo della Prima Guerra Mondiale, va in guerra con la United States Navy, dove, purtroppo, contrae la tubercolosi e viene rimandato a casa. 

Proprio per guarire dalla malattia, i medici gli consigliano di trasferirsi prima in Arizona e in seguito a Los Angeles, dove, dopo un po’ di tempo, viene raggiunto da Walt che lo convince, ancora convalescente, a seguirlo nella sua nuova avventura. Roy non si fa pregare troppo, (come spesso accade con il fratellino) lascia il lavoro in banca che aveva lì e inizia a lavorare con lui come cameraman e contabile. In quel periodo i due fratelli fondano il Disney Brothers Studio che più tardi diventerà il Walt Disney Studio prendendo il nome del solo Walt. Quest’ultima cosa proprio su suggerimento di Roy che conosce bene il potenziale enorme che la figura e il nome del fratello possono esercitare, in primis avendoli provati su lui stesso durante tutta la vita. 

Che Walt riuscisse ad esercitare un grande fascino sulle persone è risaputo e Roy non ne era esente. Durante questi anni pur fra alti e bassi e pur prendendo strade diverse, è da Roy che Walt si rifugia e chiede consigli e aiuto, e Roy glieli dà, non senza mancare di rimproverarlo o senza tentare di tirarlo con i piedi per terra quando rischia di salire troppo in alto; cosa che in futuro procurerà ai due accese discussioni.

Il successo in azienda fra grandi rischi e difficoltà

Di lì a poco, quando il successo comincia a crescere, Roy assumerà più ruoli all’interno dell’azienda, da vicepresidente esecutivo a presidente del consiglio di amministrazione. Sempre con un intento principale, su tutti, come da lui stesso dichiarato:

“… Aiutare Walt a fare le cose che vuole fare”.

Ossia aiutarlo a trovare soldi per finanziare i progetti e costruire una stabilità economico-finanziaria equilibrata dell’impresa. Il tutto lasciando Walt libero di produrre tutte le fantasie come meglio vuole e crede. 

Sono anni difficili, che, nonostante i successi, vedono Walt imbarcarsi in avventure sempre più grandi, più ambiziose e quindi anche più costose. Di mezzo c’è la Seconda guerra mondiale, gli studios bloccati e occupati dai soldati americani dopo l’attacco a Pearl Harbor, i soldi che mancano e i conti che sono difficili, a volte impossibili, da far quadrare.

Per capire il loro legame dovete tenere presente che il periodo storico in cui hanno vissuto e in cui hanno poi lavorato, è stato uno dei più turbolenti mai visti. Anche dopo la fine della guerra, la situazione, con la Guerra Fredda, la paura dello spettro comunista e le conseguenti persecuzioni maccartiste che obbligarono molti artisti hollywoodiani a rinunciare alle proprie carriere a causa delle proprie idee politiche (spesso anche solo sospettate e nemmeno dichiarate), rendevano l’aria di chi viveva quel periodo molto difficile da respirare. 

In tempi come quelli, stare dietro ad uno come Walt, che saltava da un’idea geniale all’altra con la facilità con cui voi vi cambiate i calzini, era una cosa davvero complicata. In particolare perché per Walt non esisteva il “non si può fare”. Se è passato alla storia con frasi del tipo “È divertente fare l’impossibile” un motivo c’è, ed è che per lui era davvero così, fare cose che agli altri sembravano impossibili era la maniera che aveva per dimostrare il suo genio e il suo talento e per far sì che anche gli altri ne potessero godere. 

Questo però costava, in primis costava soldi e una montagna di rischi e colui che si trovava a gestire sia gli uni che gli altri era proprio Roy.

Per farvi capire ancora meglio, tutto ciò che hanno fatto dalla creazione di Topolino fino all’apertura di Disneyland, in anni come quelli, è stato estremamente rischioso economicamente parlando. Mentre oggi il fallimento di un film difficilmente porta alla chiusura di una casa cinematografica, in quegli anni poteva significare la bancarotta e la chiusura definitiva e totale. 

Roy O. Disney durante la costruzione di Disneyland – PhotoCredits to: DisneyFandom.com

A dimostrare tutto ciò è un frammento di una lettera dello stesso Roy indirizzata a suo padre durante l’inizio della produzione di Biancaneve (film definito molto spesso la follia di Walt):

“Ci stiamo accollando noi tutto il rischio, quindi, se andasse a finir male, potremmo trovarci ancora a vivere con voi, nella vostra bella casa spaziosa. Tienimi da parte il salotto, ok? Ma in fin dei conti ho la certezza che Walt possa mettere insieme un buon lungometraggio e che, quando uscirà nei cinema, farà davvero un bel po’ di soldi.”

Immaginate se Biancaneve dovesse uscire oggi, nel caso andasse male sarebbe solo un altro film sbagliato, basterebbe voltare pagina e fare meglio. Se fosse andata male allora, probabilmente ora non staremo qui a parlare di tutto ciò.

Ecco, quindi, che il ruolo di Roy assume un aspetto davvero diverso e indispensabile: è lui che trova i soldi per Biancaneve e gli altri costosissimi film che usciranno negli anni seguenti ed è sempre lui che riesce a far quadrare i conti quando questi film, purtroppo anche a causa della guerra (che chiude i confini e ferma gli incassi anche dopo il termine del conflitto), non avranno il successo sperato. Ed è sempre Roy che riesce a risolvere gravi problemi con i sindacati, dovuti a numerosi scioperi che ci furono fra i lavoratori agli Studios negli anni ’40 e che Walt non riusciva a gestire. Ed è infine lui che, nonostante pensi sia una pazzia senza precedenti, alla fine trova i finanziamenti per una delle più grandi genialate che Walt abbia mai avuto: Disneyland

Senza di lui, senza il suo supporto, la sua protezione, la sua fiducia e il suo genio finanziario, la vita e i successi di Walt sarebbero stati molti diversi. 

Un vecchio detto cinese recita: “Quando i fratelli lavorano insieme, le montagne si trasformano in oro”

Ed effettivamente ciò che Walt e Roy hanno creato insieme ha davvero avuto e continua ad avere il valore dell’oro, ancora oggi, per moltissimi fan in giro per il mondo.

La vita di Roy è stata incredibile parimenti a quella di suo fratello Walt. A maggior ragione se pensiamo che, mentre Walt sapeva, in un certo senso, di essere predestinato a qualcosa di grande, suo fratello probabilmente non ne aveva idea o comunque non se lo aspettava, ne lo aveva mai cercato. 

Ciò fa della sua vita e del suo legame con Walt un racconto davvero particolare. La vita di Walt Disney, vista attraverso gli occhi di Roy, assume un significato incredibilmente toccante. 

Sin dai primi anni a Marceline, Roy aveva imparato che era suo dovere proteggere il fratello minore. Perché lo facesse, stando a quanto raccontato, non era ben chiaro nemmeno a lui. Sapeva solo che Walt aveva slanci ed idee che spesso lo portavano su rotte altissime e Roy pensava che suo fratello, pur avendo un grande talento artistico, aveva un lato ingenuo, a tratti troppo temerario, che lo portava ad aver bisogno di protezione, di qualcuno che lo controllasse e lo riportasse a terra quando saliva troppo in alto o che al limite fosse disposto, nonostante tutto, a salire in alto con lui per continuare ad averne cura e far sì che non cadesse, o che, nel caso di caduta, non si facesse troppo male. 

Walt, di pari passo, beneficiò di questa protezione nutrendosi del supporto senza fine che suo fratello gli offriva, fidandosi e appoggiandosi a lui come ad una roccia, sicuro che ci sarebbe sempre stato.  

Le biografie e i documentari ci riportano le enormi litigate che i due spesso avevano, a volte furiose e furibonde ma mai definitive. Se, stando a quanto da loro raccontato, da piccoli litigavano e poi si rifugiavano a dormire insieme raccontandosi storie al calar della notte per riappacificarsi, da grandi riuscivano comunque sempre a trovare un punto d’incontro, anche durante le situazioni più difficili e complicate da gestire.

Il senso di dovere di protezione che Roy aveva nei confronti di Walt lo ha portato a seguirlo ovunque, senza remore e con una fiducia incredibile, anche dove non si sarebbe mai aspettato di poter andare. Ma lo fece semplicemente perché si fidava del talento e dell’acume artistico di suo fratello e sapeva che, nonostante i rischi, alla fine, se aiutato, supportato e indirizzato a dovere, ce l’avrebbe fatta, e lui stesso ne avrebbe beneficiato alla fine. 

E infatti così fu, lo stesso Roy venne trascinato dal fratello in un’avventura che da solo non sarebbe mai riuscito a intraprendere. Walt aveva su molta gente il potere che hanno spesso le avventure dei pirati sui bambini piccoli che, vedendo al porto arrivare Jack Sparrow, non esiterebbero un secondo a seguirlo pur sapendo che probabilmente rischierebbero di finire dispersi in mare chissà dove, ma ci vanno comunque perché in cuor loro hanno fiducia nel fatto che il capitano della nave sappia bene dove vuole andare. Quello stesso fascino Walt lo esercitò su tanta gente compreso il fratello, che lo seguì per proteggerlo e perché in fondo aveva profonda fiducia nel suo talento. Alla fine ne beneficiò grandemente anche lui ritrovandosi in mare aperto in un’avventura incredibile.

Dopo il primo Disneyland, Walt decide di ingrandire ancora di più la sua idea e inizia a paventare l’idea di Walt Disney World in Florida. Purtroppo, come ben sappiamo, non riuscì a vederla terminata, ma fece in tempo a dare al fratello tutte le istruzioni perché riuscisse a vedere la luce.

Stando a quanto raccontato dalla biografia di Walt di Neal Gabler, la notte prima della morte di Walt nel 1966, Roy era in ospedale, al fianco del fratello ai piedi del letto e, tenendogli i piedi caldi, lo ascoltava parlare per l’ultima volta di tutti i dettagli riguardanti la costruzione del parco, che vedrà poi la luce nel 1971, anche e soprattutto grazie all’acume e al genio finanziario di Roy. 

Ebbe il tempo di portare a termine l’ultimo sogno di suo fratello e partecipare all’inaugurazione del parco, morì dopo appena due mesi dall’apertura di quest’ultimo. Oggi la statua di Walt che prende per mano Topolino si trova in tutti i parchi Disney, quella di Roy, seduto su una panchina insieme a Minnie, accoglie i visitatori all’entrata di Walt Disney World in Florida. 

Roy O. Disney a Walt Disney World
La statua di Roy a Walt Disney World – Photo credits to: Disney.fandom.com

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Fonti:

  • “The Moneyman” – edizioni Tunué
  • http://projects.latimes.com/hollywood/star-walk/roy-o-disney/
  • https://disney.fandom.com/wiki/Roy_O._Disney?file=Walt-and-Roy.jpg
  • https://d23.com/a-to-z/disney-roy-oliver/
  • https://d23.com/this-day/roy-o-disney-is-born-2/
  • https://www.waltdisney.org/blog/gentle-visionary-roy-o-disney
  • Michael Barrier, The Animated Man: A Life of Walt Disney, University of California Press 2007
  • Neal Gabler, Walt Disney. The triumph of American imagination, Vintage 2006
  • Disney Libri, Fantastico Walt, 30 Novembre 2001 
  • Steven Watts, The magic kingdom: Walt Disney and the American way of life, University of Missouri Press 2013
  • Sarah Colt, Walt Disney ( documentario ), PBS 2015