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Taron e la pentola magica e i calderoni magici nella mitologia gallese

Il calderone che ha ispirato la pentola magica del film Disney e altri calderoni magici dell’antica mitologica gallese

Se c’è un classico Disney davvero controverso quello è “Taron e la pentola magica”. Il 25° classico Disney ha avuto scarso successo in tutto: critica, pubblico e chi più ne ha più ne metta. Eppure, nel corso degli anni, è riuscito a ritagliarsi la sua fetta di fan e bisogna dire che questo è accaduto, probabilmente, anche grazie all’antagonista del film. Il perfido e pauroso Re Cornelius, infatti, potrebbe benissimo essere una sorta di lontano parente dei Nazgûl

Il film è tratto, molto liberamente stando a quanto detto dallo stesso autore, dalla saga letteraria dello scrittore americano Lloyd Alexander, Le cronache di Prydain

Lloyd, per scrivere i suoi libri, attinse a piene mani all’antica mitologia gallese (e in particolare al gruppo di racconti contenuti nel Mabinogion) e gli autori del film hanno tentato di fare la stessa cosa. 

Ecco quindi che, sia i personaggi che i contenuti in se si ispirano tutti a storie, eroi e personaggi riecheggianti gli antichi miti gallesi e celtici. In particolare, la cosa che più di tutto appare affascinante, da questo punto di vista, è la storia che riguarda la famosa pentola magica che da il titolo al film (e ad uno dei libri della saga di Alexander). La pentola magica, che sarebbe più corretto chiamare il calderone nero, infatti, è anch’essa un reminiscenza degli antichi miti ed è proprio di questi ultimi che oggi voglio parlarvi.

Quindi, preparate i vostri calderoni magici e, mescolando lentamente le vostre pozioni, immergiamoci negli antichi miti gallesi! 

I segreti del Mabinogion: un viaggio nel cuore delle leggende gallesi

Mabinogion
Righe di apertura del Mabinogion – By 1-Jesus College, Oxford, CC BY 4.0

Prima di andare avanti occorre rispondere ad una domanda: che cos’è esattamente il Mabinogion? Si tratta di una raccolta di racconti, 11 per la precisione, considerati, ad oggi, come uno dei più importanti testi della letteratura gallese. Sono racconti medievali basati tutti sul folclore, la mitologia e le leggende della tradizione celtica, normanna e francese. Il nome Mabinogion, stando a quanto riportato, pare derivare da un errore di scrittura che però poi è rimasto per indicare l’opera. Fra le storie e le leggende riportate le più importanti sono sicuramente quelle riguardanti Re Artù e alcuni dei suoi cavalieri. Tuttavia non sono gli unici eroi leggendari a comparire. Come detto i racconti sono 11, ma le parti più importanti dell’opera sono le cosiddette “Quattro branche del Mabinogi”. Questi 4 rami sono collegati fra loro, ed ogni ramo prende il titolo dal protagonista della storia. I titoli sono: 

  • Pwyll principe di Dyfed, 
  • Branwen figlia di Llŷr,
  • Manawydan figlio di Llŷr, 
  • Math figlio di Mathonwy.

Ciò detto, Lloyd Alexander ha affermato di essersi ispirato proprio alle storie del Mabinogion per creare la sua saga e, molti dei nomi da lui creati (come pure personaggi, elementi, luoghi e fatti) si ispirano, in buona parte, alla mitologia contenuta nei racconti del Mabinogion. Questo discorso, quindi, vale anche per il calderone nero protagonista sia della sua opera che del film Disney. 

Il ruolo magico dei calderoni nella tradizione e nelle storie popolari

Altra premessa che tocca fare riguarda l’importanza che da sempre i calderoni hanno avuto nella mitologia, nelle leggende e più in generale nel folclore, soprattutto quello da me trattato al momento. Senza andare troppo per le lunghe vi basti sapere che ci si potrebbe scrivere un trattato intero in merito, data la quantità di calderoni magici contenuti all’interno della mitologia e delle antiche leggende e opere letterarie. Dai calderoni che le streghe usavano per fare le proprie pozioni, ai calderoni in grado di resuscitare i morti, passando per quelli pieni d’oro dei folletti, c’è sempre stata una gran varietà di pentolame magico negli antichi miti e questo ne ha fatto un oggetto molto stereotipato, ancora oggi usato nelle moderne opere fantasy. 

Il Pair Dadeni

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La distruzione del Pair Dadeni, di T. Prytherch – p.d.

Ciò detto, andiamo a vedere a quale tipo di calderone magico si ispira il calderone nero (o pentola magica che dir si voglia) tanto agognato da Re Cornelius nel film. 

Prima di tutto va detto che sarebbe troppo lungo spiegare le differenze che intercorrono tra la saga di Alexander e “Taron e la pentola magica”. Vi basti sapere che lo stesso autore ha detto, in un’intervista, di aver trovato il film carino e divertente e che, tutto sommato, gli era piaciuto, ma che la storia non aveva granché a che vedere con la sua opera. Ed effettivamente la Disney si è presa varie licenze “poetiche” nel suo riadattamento. Ciò che, però, risulta simile in entrambe le cose, sia il film che la saga letteraria, è proprio il calderone magico che, in sostanza, ha la capacità di resuscitare i morti e che viene usato dal cattivo (nel caso del film “l’affascinante” Re Cornelius) per creare un esercito di guerrieri immortali.

Per creare questo fantastico e tanto agognato oggetto l‘ispirazione maggiore sembra provenire dal “Pair Dadeni”. Nella mitologia gallese il Pair Dadeni, anche conosciuto come il “calderone della rinascita”, appare proprio all’interno del Mabinogion e, per l’esattezza, nel secondo ramo succitato, ossia quello dedicato a “Branwen figlia di Llŷr”, in cui ha un ruolo chiave all’interno della storia. 

Come funzionava il Pair Dadeni e qual è la sua storia?

In sostanza questo calderone aveva il potere di riportare in vita i morti, proprio come la pentola magica di Taron. Il corpo del morto doveva essere messo all’interno del calderone e il giorno dopo ne sarebbe riemerso vivo. L’unico effetto indesiderato di questo calderone era che il risorto era muto; ossia veniva privato dell’abilità di parlare. Secondo la storia il Pair Dadeni, in origine, era di proprietà dei giganti irlandesi Llassar Llaes Gyfnewid e Cymidei Cymeinfoll. Il re irlandese Maltholwch diede loro un posto alla sua corte. Tuttavia presto litigò con i due giganti e tentò di bruciarli vivi. I due, però, riuscirono a fuggire e a rifugiarsi in Galles presso la corte di re Bendigeidefran, anche conosciuto come “Brân il benedetto”, a cui regalarono, per ringraziarlo della sua ospitalità, proprio il Pair Dadeni. L’intera storia è molto lunga da raccontare qui vi basti sapere che, in seguito a ciò, Re Maltholwch chiese la mano della sorella di Brân, Branwen (colei che da il nome alla ramo del Mabinogion). Il matrimonio fu concordato ma il fratellastro di Brân e Branwen, Efnisien, scoperta la cosa e infuriato per non essere stato consultato, per dispetto mutilò i cavalli di Re Maltholwch. Per mettere a posto le cose e placare l’ira del re irlandese, Brân incluse, nella dote della sorella, anche il Pair Dadeni, che quindi tornò in Irlanda con i novelli sposi. 

In seguito il calderone avrà modo di mostrare tutte le sue doti magiche quando, tempo dopo, scoppierà una guerra tra i due popoli e gli irlandesi useranno il calderone contro i gallesi facendo rivivere i loro guerrieri uccisi in modo da vincere la guerra. Il calderone, però, verrà distrutto da Efnisien che, accortosi della cosa, vi si getterà dentro vivo distruggendolo dall’interno e morendo lui stesso. 

Altri calderoni magici

Cerridwen Christoper Williams - taron pentola magica calderoni mitologia gallese
Cerridwen di Christopher Williams – p.d.

Questa è, in breve la storia del Pair Dadeni, il calderone a cui si sono ispirati per creare la pentola magica di Re Cornelius. Tuttavia, come potete immaginare, di calderoni magici nel mondo mitologico antico ve ne sono a iosa e alcuni hanno poteri anche più particolari e decisamente più fantasiosi del “semplice” resuscitare i morti. Eccovi quindi una breve lista di tre calderoni magici fra i più famosi della mitologia gallese:

  • Il calderone di Cerridwen, anche conosciuto come il calderone dell’ispirazione e della conoscenza. Secondo la storia Cerridwen (o Ceridwen) era una strega che volle usare questo calderone per preparare una pozione per rendere più saggio suo figlio. La miscela doveva essere bollita e mescolata all’interno del calderone per un anno e un giorno prima che potesse essere pronta. 
  • Il calderone di Dyrnwch il Gigante: questo calderone apparteneva ad un gigante di nome Dyrnwich e aveva la capacità di distinguere, attraverso il cibo che vi veniva cotto all’interno, un uomo coraggioso da uno codardo. Se il cibo bolliva e veniva cotto velocemente, allora l’uomo a cui era destinato era coraggioso. Se invece il cibo non si cuoceva mai e non bolliva, significava che la persona per cui veniva preparato era codarda. 
  • Il calderone di Dagda: questo calderone apparteneva a Dagda, una divinità del pantheon mitologico celtico e irlandese associata all’abbondanza, la forza, la fertilità e varie altre cose di questo genere. Secondo la leggenda pare che questo calderone avesse la capacità di riempirsi costantemente di cibo facendo si che nessuno morisse più di fame. 

Detto questo siamo giunti alla fine di questo articolo nel magico mondo dei calderoni e come sempre, se l’articolo vi è piaciuto, fatecelo sapere condividendolo o commendandolo sui nostri canali social! 

Fonti:

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