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Nezha vs Marvel

Per prima cosa devo ammettere che non vedevo l’ora di scrivere questo articolo, perché andremo a parlare nientemeno che di Nezha, il Terzo Principe del Loto.

Prima di cominciare occorre però fare una premessa: questo articolo sarà un po’ sui generis, perché effettivamente parleremo di storia e mito, di Marvel, ma anche di attualità e mercato cinematografico, anche se, pensandoci bene, in fondo ciò che è successo ieri è entrato già a far parte della storia oggi.

Detto questo, andiamo a parlare di Nezha!

Il mito di Nezha

Coloro che lo conoscono saranno emozionati quanto me, ma per chi non lo avesse mai sentito nominare, una presentazione di Nezha è doverosa.

Immagine di Photo Dharma, da Penang, Malesia

Nezha (cinese) o Nataku (giapponese) è una divinità guerriera del pantheon cinese, legata in parte anche al fuoco e famosa per ribellarsi ai vincoli imposti dalla società e dalle tradizioni. Conosciuto con i titoli di “Terzo principe del loto” e “Maresciallo dell’altare centrale” è una delle divinità più peculiari e famose di tutta la mitologia taoista.

Compare principalmente nei testi canonici Fengshen Yanyi (La canonizzazione degli dei), romanzo scritto durante la dinastia Ming nel XVI sec. e attribuito a Xu Zhonglin e nello Xiyou Ji (Il viaggio in Occidente) di Wu Cheng’en del XVI sec.

Nel primo viene narrata la sua nascita e le sue avventure, mentre nel secondo compare prima per affrontare Sun Wukong e in seguito per dargli una mano, dato che tra personaggi caotici si intendono (vi anticipo che a brevissimo arriverà anche un articolo su Wukong). Alcuni studiosi hanno supposto un’origine indiana di Nezha, in quanto sarebbe l’unione di due figure mitologiche induiste, quelle dello yaksha (un demone) di nome Nalakubar e di Krishna nella sua infanzia. Questa discendenza viene supposta, oltre che per alcune somiglianze tra i miti, molto anche dal nome. Nezha compare infatti nei testi prima come Naluojiupoluo, accorciandosi via via nel tempo fino a diventare Nezha.

Nascita di Nezha il ribelle

Come ogni buon mito, anche la storia di Nezha ha le sue varianti e le sue versioni, perciò, non avendo modo di elencarle tutte, cercherò di mantenermi sui punti cardine.

Durante la dinastia Shang, nella fortezza militare del Passo di Chentang, il comandante militare Li Jing, già padre di due figli, Jinzha e Muzha, aspettava con impazienza che sua moglie partorisse. Con impazienza perché la Signora Yin era incinta da tre anni e sei mesi! Dopo un sogno, alla fine dette alla luce una palla di carne che correva per tutta la stanza e da cui poi uscì fuori Nezha già grandicello, capace di parlare e già carico di energia indomabile. Poco dopo l’immortale Taiyi Zhenren lo prese come suo studente, annunciando però che Nezha avrebbe seminato non poco caos nel mondo. Nezha si dimostrò subito eccezionale, imparando ogni cosa in un baleno e dando prova di essere fortissimo, ma indisciplinato e caotico.

Nezha e Ao Bing

Dopo qualche anno, Nezha si trovava presso un fiume giocando tra le acque e, non conscio della sua vera potenza, scatenò dei terremoti che rimbombarono fin nelle fondamenta del Mare Orientale. Ao Guang, il re drago del Mare Orientale, il più importante dei quattro fratelli Ao, mandò uno dei suoi yaksha a controllare cosa stesse succedendo, ma Nezha lo uccise (in un’altra versione Nezha lo fece per salvare dei fanciulli). Così Ao Bing, il terzo figlio di Ao Guang, si offrì di andare a controllare cosa fosse successo. Salendo in superficie incontrò Nezha che, sfrontato come solo lui poteva essere, portò il drago allo scontro e lo uccise. Nella versione dello Xiyou Ji Nezha uccide Ao Bing solo perché ha sentito dire che i tendini dei draghi sono resistentissimi (ricordo che in Cina i draghi non sono considerati mostri come nella nostra tradizione medievale. Se volete saperne di più al riguardo vi rimando a questo nostro articolo).

Screenshot dal film

Morte di Nezha

La rabbia di Ao Guang esplose fino ai cieli e il drago giurò vendetta, andando a reclamare all’Imperatore di Giada. Dopo varie vicissitudini, tra cui Nezha che pesta malissimo persino Ao Guang, i quattro draghi Ao si riunirono e minacciarono di affogare tutto il passo di Chentang, ma Nezha fece ammenda della sua colpa rompendosi le ossa, aprendosi la pancia e cavandosi gli intestini per restituirli a suo padre e sua madre. Così moriva in una pozza di sangue, scontando la sua pena e dimostrando l’innocenza dei suoi genitori che furono risparmiati dalla furia dei draghi.

Nezha contro il padre

Tuttavia Nezha non era destinato a restare morto a lungo. Comparve in sogno a sua madre e le disse di costruire un tempio in suo onore, così da potersi reincarnare entro tre anni (il numero tre ricorre sempre nel suo mito). Quando il padre lo scoprì, ancora irato per i disastri causati dal figlio, distrusse il tempio. Nezha riuscì a reincarnarsi comunque tramite un fiore di loto grazie a un incantesimo e scatenò la sua sete di vendetta contro il padre (un figlio ribelle al padre è qualcosa di eclatante in Cina). Lo inseguì ovunque e, nell’inseguimento, ci fece scappare anche morti barra feriti a seconda delle versioni, tra cui anche suo fratello Muzha, fin quando solo l’intervento degli immortali o di Buddha stesso riuscì a fermare il parricidio richiudendo Nezha in uno spazio separato (una pagoda dorata che poi daranno a Li Jing, che da lì in poi se la terrà stretta) facendolo ragionare e riportare infine una sorta di calma.

Questa è solo la prima parte della storia di Nezha, successivamente lo si vede protagonista di altre grandiose imprese in cui abbatte milioni di mostri, portando però sempre caos ovunque egli vada.

Nezha nella Marvel

Ma arriviamo alla nostra Casa delle Idee. Nezha compare in due rispettivi volumi della Marvel, il primo “Thor & Hercules: Encyclopaedia Mythologica” #1, luglio 2009 ed è presente nel novero degli Xian.  Qui Nezha viene presentato come “God of Mischief”, ovverosia dio dell’Inganno anche se attribuirgli questo titolo è un po’ fuorviante. Il dio per eccellenza con questo titolo nella Marvel è Loki. Questo è di solito il modo in cui vengono identificati gli dei definiti Trickster (come appunto Loki) e, se l’argomento vi interessa e ne volete conoscere altri, vi rimando a questo nostro articolo. Il titolo gli è stato attribuito dalla Marvel probabilmente più che altro perché Nezha conosce numerose trasformazioni, ma in Cina questa non è una prerogativa unica e specifica di un dio.

La seconda volta che compare è in “Shang-Chi e i Dieci Anelli” #5 (2022), dove viene presentato anche come dio della Gioventù oltre che dell’Inganno. Qui il suo aspetto è molto diverso da quello che ha nell’ Encyclopaedia Mythologica, ma ci torneremo tra poco. Il fatto più importante è che Nezha ha un ruolo centrale nella creazione dei Dieci Anelli di Shang-Chi che sono stati realizzati dal suo fin troppo potente anello Qiankun.

Perciò, se Nezha verrà incluso nel prossimo film di Shang Chi, potete scommettere che lo vedrà dalla prima fila!

Iconografia di Nezha

Nezha Marvel
immagine da marvel.fandom

Per quanto riguarda il suo aspetto, la Marvel in entrambe la versione è piuttosto fedele all’originale. Nell’iconografia cinese infatti Nezha è rappresentato come un bellissimo adolescente o giovane uomo, dall’aspetto androgino, accentuato da una particolare acconciatura con due codine alte sulla testa e la pelle candida. Spesso viene rappresentato normale, talvolta con sei braccia, talvolta nella forma con tre teste e sei braccia che è solito assumere per combattere.

Gli attributi di Nezha sono tantissimi, anche perché dobbiamo tener conto che dopotutto ha sei mani! I più importanti sono: le Ruote del Vento di Fuoco (che, poste ai suoi piedi, gli permettono di volare ovunque), l’Anello dell’Universo (l’Anello Qiankun, un potentissimo anello che tiene o attorno al corpo o attorno al polso, che può cambiare dimensione e tagliare ogni cosa), la Fascia armillare rossa (autorigenerante e strumento di fuoco, che obbedisce ai comandi di Nezha) e la Lancia dalla punta di fuoco. Inoltre possiede altri tre strumenti: la spada doppia dello Yin e dello Yang, la Campana e il Mattone.

In “Thor & Hercules: Encyclopaedia Mythologica” la Marvel lo rappresenta come un bambino, con sei braccia, i capelli raccolti in due codini alti sulla testa e la pelle blu. Il colore bluastro della pelle potrebbe averlo ripreso dalle rappresentazioni di Krishna, che, come abbiamo detto, può essere accostato a Nezha. Lo presentano con le Ruote, l’Anello Qiankun, la Fascia armillare e la Lancia. Tocco di classe, gli hanno messo come girocollo un fiore di loto, rimando alla sua rinascita e al suo titolo.

In “Shang-Chi e i Dieci Anelli” #5, invece, hanno rivoluzionato il personaggio, dandogli un aspetto completamente diverso. Innanzitutto Nezha è un giovane e bellissimo uomo, dai capelli lunghi legati in una coda bassa, vestito di tutto punto con un fiore di oto attorno alla vita e la Fascia armillare rossa. Anche lui è dotato di Ruote, Anello e Lancia ed è l’unico che riesce ad abbattere il Verme della Desolazione che stava devastando il loro mondo.   

Nezha vs Avengers: Endgame

Nezha Marvel
Immagine da IMDb

Il culto di Nezha era sicuramente uno degli dei più popolari in Cina e si possono ancora vedere templi a lui dedicati.

Al giorno d’oggi è stato protagonista di più di 20 film e serie tv, sia di animazione che reali, oltre a comparire come personaggio di supporto in altri film riguardanti le divinità cinesi.

Ma arriviamo con un balzo al fatidico 2019. Tutti voi lo ricorderete come l’anno di “Avengers: Endgame”, ma dopo aver visto il film di cui vi parlerò cambierete idea. Il 2019 è infatti anche l’anno in cui è uscito il film (primo IMAX prodotto in Cina) in computer grafica “Nezha – nascita del bambino demoniaco” (Ne Zha zhi mo tong jiang shi) scritto e diretto da Yu Yang, in arte Jiaozi, e prodotto dallo studio Chengdu Coco Cartoon. Maturato nel corso di tre (di nuovo) lunghi anni, per Yu Yang questo era il primo film in assoluto e lo studio stesso era completamente sconosciuto, così come i doppiatori, quindi nessuno avrebbe mai potuto prevedere il successo dirompente che ha avuto questo film.

Mentre nel mondo “Avengers: Endgame” spopolava, in Cina, in meno di una settimana “Nezha” lo ha sbalzato via dalla classifica del film con il maggior numero di incassi (classifica che quell’anno ha vinto). Adesso, oltre che essere il film di animazione che ha incassato di più in assoluto in Cina, nella classifica generale di incassi cinese Nezha si trova al quarto posto (con 5.03502 bilioni di renminbi – circa 733 milioni di dollari), mentre “Avengers: Endgame” solo al settimo (con 4.25038 bilioni – poco meno di 600 milioni di dollari).

Classifica meritata? A mio parere assolutamente sì.

Nezha, nascita del bambino demoniaco

“Nezha” è un vero e proprio capolavoro, dalla grafica, al design dei personaggi, alla musica, al doppiaggio, alla trama, il cui punto forte è stata la scelta del rapporto tra Nezha e Ao Bing (su cui non aggiungerò altro per non fare spoiler).

La pellicola ha molti livelli di lettura, pertanto è destinato sì ai bambini, ma appassiona anche un pubblico adulto, perché è veramente molto profonda sotto diversi punti di vista.

Insomma, è una rivisitazione del mito particolarmente ben riuscita, che pone nuove basi narrative e allo stesso tempo si mantiene fedele ai temi fondanti del mito di origine.

Nezha Marvel

 

Screenshot dal film

La Marvel e il problema con la Cina

Bisogna ammetterlo, USA e Cina non vanno d’accordo e pertanto tra loro ci sono ovvi problemi sotto più punti di vista. Non entreremo in questioni di Geopolitica, del PCC o della tendenza americana al suprematismo, perché non sono di nostra competenza.

Pertanto limitiamoci all’ambito dell’intrattenimento cinematografico (che non è privo di risvolti politici e nazionalisti, ma che noi sorvoleremo).

L’ultimo accordo sull’importazione di pellicole tra USA e Cina si è concluso nel 2017 e non è più stato rinnovato, con il risultato che sono sempre meno le pellicole americane sul mercato cinese, tanto che nessuno dei film Marvel del 2021 (Black Widow, Shang-Chi, Eternals e Spider-Man: No Way Home) è uscito in Cina, ognuno di essi per diversi motivi. In particolare Shang-Chi, che puntava molto a sfondare nel mercato cinese proprio grazie al suo protagonista, ha visto l’iniziativa ritorcersi contro di loro, perché, di fatto, hanno dimostrato di non conoscere né il mercato cinese, né i loro gusti, né la Cina in quanto tale, inserendo al riguardo, bisogna ammetterlo, alcuni stereotipi nel film. Le affermazioni dell’attore Simu Liu poi hanno convinto del tutto a non acquistare la pellicola.

UCM e il Fengshen Cinematic Universe

Anche se ancora forse non può competere con Hollywood, la Cina sta chiaramente dicendo che non hanno bisogno dei loro film né della Marvel. Ed infatti, proprio con “Nezha” la Cina ha deciso di crearsi il proprio UCM personale, basandolo sulle storie degli dei del Fengshen Yanyi e a cui si può dare il nome di “Fengshen Cinematic Universe” (con tanto di scene dopo i titoli di coda!). È già uscito anche il secondo film della saga, “Jiang Ziya”, e sono usciti vari cortometraggi che vedono i protagonisti dei due film incontrarsi e interagire per creare delle scenette comiche.

Personalmente non vedo l’ora di guardare la loro pellicola corale in stile “Avengers”, con Nezha nel ruolo del personaggio irriverente tale e quale Tony Stark.

Nezha Marvel

 

Immagine da IMDb

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PS: e se non avete visto “Nezha” (2018) correte a vederlo!

(Mi raccomando non nella versione doppiata in americano che è pessima)

Fonti

    • Il Viaggio in Occidente, a cura di Serafino Balduzzi, vol. 1, Milano, Luni Editrice, 2013, integrale, ISBN 978-88-96782-42-2.

    • Il Viaggio in Occidente, a cura di Serafino Balduzzi, vol. 2, Milano, Luni Editrice, 2013, integrale, ISBN 978-88-96782-43-9.

    • Xu Zhonglin, The Investiture of the Gods, Fengshen Yanyi

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