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Marvel e Muramasa, la spada demoniaca

Tantissime sono le armi leggendarie che compaiono nell’Universo Marvel, primo fra tutte Mjölnir di Thor. Talvolta sono armi mitologiche, talvolta armi realmente esistite e, fra queste, vi sono diverse spade. Quella di cui vi andremo a raccontare oggi è la katana Muramasa, una spada che gli amanti dei manga e anime giapponesi conosceranno sicuramente e che ormai è diventata familiare anche ai lettori dei fumetti Marvel, ma che nell’MCU non ha ancora fatto la sua comparsa… per il momento.

wolverine e muramasa - marvel spada
Wolverine e Muramasa
(immagine dal fumetto Wolverine vol. 3 #41)

L’arma della vendetta

Nei fumetti Marvel, è Wolverine il personaggio che ha più a che fare con queste lame, forgiate dal folle fabbro giapponese Muramasa, da cui prendono il nome. Lo spadaio ne forgia diverse, ma le più ricorrenti sono la cosiddetta Lama Nera, poi impugnata da Silver Samurai, e la Lama Rossa che Wolverine utilizza per la sua vendetta. Quest’ultima arma viene forgiata con l’anima e il sangue di Logan e ha poteri incommensurabili: può tagliare praticamente qualsiasi cosa, compreso l’Adamantio, ed è l’unica arma capace di uccidere Wolverine. Questa spada viene impugnata principalmente dall’X-Man, ma passa anche nelle mani di Capitan America e Ciclope e, nel videogioco “Ultimate Marvel vs Capcom 3”, Vergil di Devil May Cry la ruba a Logan, perché ovviamente ha “bisogno di più potere”. Queste spade hanno però un piccolo difetto: tendono a soggiogare i loro possessori, finendo con il piegarli alla loro volontà che, essendo state create da un fabbro crudele, non è propriamente docile.

Vergil ruba a Wolverine la Muramasa
(Immagine da marvel.fandom.com)

Questo per quanto riguarda la Marvel, ma le Muramasa sono armi realmente esistenti e hanno davvero fama di essere yōtō, ovverosia katana maledette. Ma perché? Vediamolo insieme.

La scuola Muramasa

Si dice che il fondatore della scuola di spadai Muramasa sia stato Sengo Muramasa, vissuto fra il XV e il XVI sec. d.C. La vita di Sengo Muramasa è avvolta nel mistero. Si racconta che sia stato allievo di Masamune, il più grande spadaio mai esistito, che visse intorno al XIII-XIV sec. ca. rendendo il fatto poco probabile, ma questa storia ha comunque alimentato le leggende sui due fabbri.

Kuwana City Buddhist Eye Institute - marvel muramasa spada
Kuwana City Buddhist Eye Institute (Giappone) – c’è una teoria secondo cui sarebbe stato il tempio di famiglia del Clan Muramasa
(immagine da wikicommons)

In realtà, sembra più plausibile che Sengo sia stato allievo di un altro celebre spadaio, Heianjō Nagayoshi, da cui imparò le tecniche di forgiatura e fondò poi la sua propria scuola che produceva ogni tipo di arma bianca, non solo katana. La prima spada firmata Muramasa, sui cui è riportata anche la data di forgiatura, risale al 1501, ma vi sono altri esemplari forse più vecchi, ma non datati. Non si sa quando la scuola cessò di esistere, ma le ultime katana che riportano una datazione risalgono al 1661-1673.

Sinistre Leggende

Si dice che Sengo Muramasa fosse l’opposto del giusto e onorevole Masamune e che, nel creare le sue lame, le rendesse pregne di una particolare brama di uccidere, riversando in loro uno spirito demoniaco.

Una muramasa originale - marvel spada
Una Muramasa originale (Immagine da wikicommons)

Le più famose leggende su queste katana sono due. La prima narra che due lame, una Muramasa e una Masamune, vennero conficcate in un fiume su cui scorrevano dei fiori di loto. Questi, nel passare, venivano tagliati di netto appena entrati in contatto con la lama di Muramasa, ma invece evitavano il filo della Masamune, superandola indenni. Il motivo di tale prodigio era che le Masamune non recidevano mai vite innocenti, a differenza delle impietose Muramasa che invece non facevano simili distinzioni.

L’altra leggenda, meno poetica e più sinistra, racconta che nessuna lama Muramasa potesse essere rinfoderata senza aver prima versato del sangue, al punto tale da arrivare a obbligare talvolta il proprio padrone a ferirsi o persino suicidarsi per placarla. Da qui venne la voce che queste spade avessero un’insaziabile sete di sangue e la trasmettessero anche a coloro che le brandivano, soggiogandoli alla loro demoniaca volontà.

La maledizione dei Tokugawa

muramasa marvel spada - rappresentazione dell'epoca di Ieyasu Tokugawa
Rappresentazione dell’epoca di Ieyasu Tokugawa (immagine da wikicommons)

Grazie alla loro pregevole qualità e alla loro affilatura, un tempo le Muramasa erano le katana preferite dai samurai di Mikawa, nel Giappone centrale, sotto il controllo del daimyo Ieyasu Tokugawa (1543-1616) (il daimyo è una sorta di signore feudale giapponese). Quest’ultimo, dopo aver sconfitto tutti i daimyo nemici, venne nominato dall’Imperatore shogun (capo militare) nel 1603 e fu il primo della sua dinastia che detenne lo shogunato fino al 1868.

Tuttavia, durante questo periodo di grandi conflitti militari, le spade Muramasa divennero famose per portare sciagura ai Tokugawa. Il nonno di Ieyasu venne ucciso con una Muramasa dal suo stesso vassallo, il padre venne trafitto dalla Muramasa di un suo amico ubriaco, lo stesso Ieyasu si ferì con una di quelle lame e il suo primo figlio venne assistito nel commettere suicidio (seppuku) proprio con una Muramasa. Da quel momento si dice che Ieyasu ordinò di sbarazzarsi di tutte quelle lame maledette, portatrici di sventura alla sua famiglia. 

La nascita della fama

Nel dramma teatrale (kabuki) Kago-tsurube Sato-no-Eizame (1888) si racconta che Jirōzaemon uccise la sua amante con una Muramasa
Nel dramma teatrale (kabuki) Kago-tsurube Sato-no-Eizame (1888) si racconta che Jirōzaemon uccise la sua amante con una Muramasa (immagine da wikicommons)

Le Muramasa sembrerebbero quindi essere effettivamente maledette o, almeno, non proprio fortunate, almeno per i Tokugawa. Nel XVIII e nel XIX sec. si cominciarono a sottolineare gli eventi sinistri legati a queste katana e, nella biografia di Ieyasu, si raccontò con particolare enfasi l’episodio in cui le bandiva dalla sua corte. La fama così nera delle Muramasa venne inoltre acuita nel periodo Bakumatsu (1853-1868) dagli attivisti anti-Tokugawa che, data la fama di portatrice di sciagura alla famiglia dello shogunato, si affrettarono a farle diventare le loro armi preferite, tanto da ricominciare anche a forgiarle.

In realtà, nonostante la nera fama, pare che nel tesoro di famiglia dei Tokugawa fossero conservate ben due Muramasa e comunque, se ci pensate, era naturale che certi incidenti sfortunati capitassero alla sua famiglia proprio a causa di quelle lame, dato che erano le loro preferite e quindi le più comuni.

Le Muramasa quindi sono davvero spade demoniache? Non possiamo dirlo, ma è pur vero che le leggende non nascono mai dal nulla.

Vi è piaciuto l’articolo? Vi vengono in mente altri personaggi che hanno brandito una Muramasa? Fatecelo sapere commentando qui o sui nostri canali social!

Bibliografia

  • Sadler A. L., “The Maker of Modern Japan: The Life of Tokugawa Ieyasu”
  • Sato, Kanzan (1990) (in Japanese) New Selection of 100 Noteworthy Japanese Swords (新・日本名刀100選, Shin Nihon Meitō Hyakusen). Akita Shoten
  • An Exhibition of the Great Treasures of the Owari-Tokugawa Family: Cursed Sword—From Legend to History – Nishinippon Shimbun (in Japanese). 2013-11-21, estratti in inglese.
  • Fukunaga, Suiken (1993) (in Japanese) Encyclopedia of Japanese Swords (日本刀大百科事典, Nihontō Daihyakka Jiten). Yūzankaku
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