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L’Inferno di Dante versione Marvel

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Quest’anno ricorrono i 700 anni dalla morte del più grande poeta italiano, Dante Alighieri (1265-1321), autore conosciuto principalmente per il suo insuperato poema la Divina Commedia.

Non si contano le opere a essa ispirate, che vanno da semplici riferimenti scherzosi o intellettuali a intere trame e ambientazioni. In particolare la Marvel, nel 1980, decise di ambientare una storia nell’Inferno dantesco. Si tratta di Uncanny X-Men Annual 1 #4, il cui titolo è “L’Inferno di Nightcrawler”, opera di Chris Claremont, John Romita Jr e Bob McLeod. In questa peculiare avventura assistiamo alla discesa all’Inferno degli X-Men, accompagnati da Dottor Strange nei panni del più strano Virgilio che si sia mai visto.

Perciò, Inferno alla mano e vediamo un po’ cosa è andata a combinare la Marvel con la Divina Commedia!

Dante, opera di Luca Signorelli, Cappella di San Brizio, Duomo di Orvieto (immagina da wikicommons)

La geografia dell’Inferno

Non sapete quanto vorrei potervi spiegare nel dettaglio tutta la Commedia, ma purtroppo non posso farlo o questo articolo non giungerà mai a conclusione.

Quindi, per avere più chiara la situazione, veniamo all’Inferno di Dante, che è organizzato in maniera logica e perfetta. La fossa infernale è situata sotto la città di Gerusalemme e, superata la selva oscura, si arriva al suo ingresso. Questa voragine si è creata dall’impatto di Lucifero che, caduto dal cielo, è rimasto conficcato sul fondo di essa. Il principio di suddivisione dei dannati è semplice, più in basso vai, più grave è il tuo peccato e la pena scontata segue il principio del contrappasso (corrispondenza della pena alla colpa). Ci sono tre generi di peccato: Incontinenza, Violenza e Frode. Ogni colpa è distribuita in una diversa parte d’Inferno. Vi è un Antinferno e poi, oltre il fiume Acheronte, vi sono in totale 9 cerchi, di cui il settimo è diviso in 3 gironi e l’ottavo in 10 parti, le bolge. L’ultimo cerchio, il Cocito, è situato oltre il Pozzo dei Giganti e diviso in quattro zone e, sul fondo di esso, si trova Lucifero.

“Lasciate ogne speranza”

La Porta dell’Inferno

Cominciamo il nostro viaggio nella storia Marvel entrando subito nel vivo dell’azione. A causa di una sconosciuta entità, Dottor Strange, Nightcrawler, Wolverine, Tempesta e Colosso si ritrovano nell’Inferno dantesco. Stephen Strange si cala subito nei panni di virgiliana guida, non solo perché le dimensioni infernali sono il suo forte, ma anche perché è l’unico ad aver letto l’opera del Poeta, mentre gli X-Men, del tutto ignari della situazione, girano facendo domande, esattamente come Dante, ma non svenendo altrettante volte.

Ad accoglierli vi è la Porta dell’Inferno (Canto III) su cui sono incise le parole di colore oscuro, che terminano con il celeberrimo verso Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate (vederla tradotta in inglese da una parte fa tenerezza, dall’altra è una pugnalata al cuore). Superatala e dimenticandosi degli Ignavi dell’Antiferno, i nostri eroi arrivano lesti lesti su la trista riviera d’Acheronte.

Caronte e Minosse

Caronte

L’unico modo per passare la livida palude del fiume è con l’aiuto di un traghettatore ed ecco quindi arrivare Caronte (Canto III). La Marvel è fedele alla descrizione di Dante, le parole del nocchiero sono più o meno simili, così come il suo aspetto. Infatti Caron dimonio viene descritto come un vecchio, bianco per antico pelo, dalle lanose gote con gli occhi di bragia tali che ‘ntorno a li occhi avea di fiamme rote.

Passato il fiume e saltando a piè pari il Limbo (Canto IV), i nostri eroi arrivano al cospetto del grande giudice infernale, Minosse (Canto V). Dante ce lo descrive come orribile e ringhioso e che essamina le colpe ne l’intrata; giudica e manda secondo ch’avvinghia. Significa che, dopo aver ascoltato la confessione dei peccati di un’anima, la giudica e si avvolge con la coda tante volte quanti sono i gironi dell’Inferno in cui vuole che sia messa. Nella storia degli X-Men, Minosse invece ha un aspetto completamente diverso: appare infatti come un distinto, ma infido signore elegantemente vestito. E senza l’essenziale coda, che invece si trasforma in un tentacolo che sbuca da sotto il suo trono (boh…). Perché questo cambiamento? A sentir Minosse, perché ognuno lo vede con l’aspetto che ritiene consono alla sua epoca e alla sua immaginazione. Insomma, è un demone al passo con i tempi. Ma come faranno i nostri eroi a superare il Giudice?

“Vuolsi così”

Minosse

Nella Commedia, per placare i guardiani infernali che non sono tanto contenti di vedere un vivo scorrazzare per il loro Inferno, Virgilio li mette a tacere con pochi, semplici versi: Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare. Anche Dottor Strange ci prova (nell’originale lo dice prima in italiano e poi in inglese) e Minosse giustamente gli ride in faccia. Questi versi non sono infatti la parola d’ordine segreta per entrare nell’Inferno, ma un monito ben preciso. È infatti il Cielo stesso a volere il viaggio ultraterreno di Dante, per cui chiunque osi fermarlo si oppone alla volontà divina. Dante è raccomandato, gli X-Men mica tanto.  

I Lussuriosi

A questo punto Tempesta e Nightcrawler, separati dal gruppo da Minosse, si ritrovano in mezzo a una bufera infernal, che mai non resta e che neppure Ororo con i suoi poteri è in grado di controllare. Mentre lottano contro il vento, vengono attaccati da delle Arpie che riescono a separarli.

I due X-Men sono finiti nel cerchio de la schiera ov’è Dido, ovverosia il secondo, quello dei Lussuriosi. Dante ce lo descrive nel V Canto, uno dei più celebri di tutto l’Inferno, perché vi è l’incontro con Paolo e Francesca, i due cognati divenuti amanti e uccisi per questo dal marito di lei tra il 1283 e il 1285.

Il contrappasso per i peccator carnali, che la ragion sommettono al talento è la bufera che li trascina in eterno, proprio come loro in vita sono stati trascinati dalle passioni. In questo girone l’assenza di guardiani infernali è un dettaglio caratteristico e la Marvel è quindi caduta in errore inserendoci le brutte Arpie. Questi esseri della mitologia greca, metà uccelli e metà umani, secondo Dante si trovano infatti nel 2° girone del 7° cerchio, quello della selva dei Suicidi in cui fanno il nido (Canto XIII. Mannaggia, Marvel, potevi metterci Pier delle Vigne, che occasione sprecata!)

Le Arpie contro Ororo

I Golosi

Perduta Ororo, precipitata nel profondo dell’Inferno, Nightcrawler si riunisce ai compagni e comincia la discesa per trovarla. I nostri eroi passano quindi per il 3° cerchio, quello dei Golosi (Canto VI).

Qui i dannati giacciono tutti a terra, immersi in uno strato di fango maleodorante, sempre colpiti da una pioggia di grandine grossa, acqua tinta e neve, da cui cercano sollievo cambiando spesso fianco su cui giacere. Il tutto mentre vengono graffiati, scuoiati e squartati da Cerbero, il gran vermo (dopo questa descrizione uno ci pensa due volte a ordinare un bis al ristorante). Dante vi incontra il concittadino Ciacco, che gli preannuncia le sventure dell’amata Firenze.

Cerbero

Il contrappasso per i peccatori della dannosa colpa de la gola è essere gravati dalla pioggia così come il cibo li appesantiva e il fango che pute e l’acqua fredda e greve sono l’opposto delle delicate prelibatezze di cui si abbuffavano.   

Cerbero, fiera crudele e diversa, che con tre gole caninamente latra, cerca di sbarrare il passo anche ai nostri eroi, ma gli X-Men lo affrontano riuscendo a sconfiggerlo. Belli Wolverine e Colosso che combattono contro Cerbero, ma mai epici quanto Virgilio che, con flemma impareggiabile, lo mette a cuccia gettandogli una manciata di terra nelle fauci!

Le Porte di Dite

Un albero dei Suicidi

A questo punto, dopo aver attraversato velocemente vari cerchi infernali, di cui si scorgono sullo sfondo i tormenti dei vari peccatori (tra cui anche un albero dei Suicidi, dettaglio carino, ma inesatto perché si trovano oltre le Mura di Dite e poi perché hanno appese ai rami le loro spoglie mortali, cosa che invece accadrà solo dopo il Giudizio Universale), Dottor Strange e compagnia arrivano di fronte alle Porte di Dite, la città infernale (Canti VIII-IX). La Marvel resta fedele alla descrizione dantesca delle Mura, disegnandole circondate da fiamme perché infatti il foco etterno ch’entro l’affoca le dimostra rosse. Le Mura sono presidiate da una schiera di diavoli, più di mille in su le porte da ciel piovuti, che stizzosamente cercano di ricacciare coloro che sanza morte vanno per lo regno della morta gente (che mi pare anche giusto, eh!). Inutile dire che gli X-Men ingaggiano subito battaglia con loro. Ma Colosso riesce a spalancare le Porte e i diavoli fuggono!

Dottor Strange è sempre più perplesso. Per carità, grande Colosso, eh, ma nella Commedia è necessario addirittura l’intervento di un messo celeste, la cui sola vista mette in fuga i diavoli. Questi, con il colpo di una verghetta, apre le Porte e Dante e Virgilio possono proseguire. 

Colosso spalanca le Porte di Dite

I Ladri

Tempesta trasformata in serpente

Giro, giro tondo giù per l’Inferno, i nostri eroi arrivano alle famose Malebolge, i sottogironi da cui è costituito l’ottavo cerchio e in cui si scontano i peccati di frode. Dottor Strange, con estro virgiliano, fa un breve elenco per illustrare ai compagni l’orda di peccatori qui presenti. E Tempesta, che quando era piccola per sopravvivere faceva la ladruncola al Cairo, probabilmente è finita proprio tra loro. Così si affrettano alla 7° bolgia dell’8° cerchio, quella dei Ladri (Canti XXIV-XXV). Qui i peccatori si trovano a correre nudi e spaventati in una terribile stipa di serpenti, il tutto con le mani legate dietro la schiena da delle serpi. E non è finita, le conseguenze dei morsi dei rettili sono varie: o i dannati vengono ridotti temporaneamente in cenere, o si fondono con il serpente o il serpente prende il loro aspetto e viceversa. Ed è proprio quest’ultimo destino che tocca a Tempesta che diventa un serpente, mentre questi assume il suo aspetto! Per fortuna, grazie al super-olfatto di Wolverine, riescono a riconoscerla e salvarla.

In questa bolgia Dante incontra e riconosce molta gente il cui contrappasso consiste in questo: il ladro è furtivo e sinuoso come un serpente e, così come ha sottratto ciò che apparteneva ad altri, così adesso gli viene sottratta la sua persona.

Lucifero

Ed ecco infine che i nostri eroi giungono nel più profondo dell’Inferno, il Cocito. È diviso in quattro zone e la peggiore è la Giudecca in cui i traditori dei benefattori sono imprigionati nel ghiaccio, mentre un vento terribile spazza l’area (Canto XXXIV). A salvare di nuovo la situazione è Colosso, che libera Nightcrawler intrappolato nel ghiaccio e, di colpo, si trovano davanti Lucifero!

La Marvel si è impegnata a rendere il concetto espresso da S’el fu sì bel com’elli è ora brutto. Inoltre lo ‘mperador del doloroso regno è conficcato nel terreno e sbatte le sue sei ali di pipistrello, generando i venti che ghiacciano il Cocito. Tre facce a la sua testa, una rossa che rappresenta l’Impotenza, una gialla per l’Odio e l’Invidia e una nera che rappresenta l’Ignoranza (in opposizione al Trinità divina, che rappresenta Potenza, Amore e Saggezza). In ognuna delle bocche mastica i tre peggiori peccatori: Giuda, che ha tradito Cristo, Bruto e Cassio che hanno tradito Cesare. Nella Marvel le bocche di Lucifero sono più affollate, ma soprattutto manca un dettaglio importantissimo: per Dante infatti Lucifero con sei occhi piangëa, e per tre menti gocciava ‘l pianto, segno che persino Satana, la causa di ogni male, conserva ancora un sentimento.

Lucifero

Questo viaggio all’Inferno è stato causato da un incantesimo di Margali e, una volta annullatolo, i nostri eroi riescono infine a tornare a casa e a riveder le stelle, e così noi giungiamo alla fine di questo nostro articolo.

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Bibliografia

  • Uncanny X-Men Annual 1 #4, “Nightcrawler’s Inferno”, 1980 (immagini prese dal fumetto)
  • Dante Alighieri, La Divina Commedia, Zanichelli, Bologna, 1999
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