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“Il re fasullo d’Inghilterra” – le origini storiche di Giovanni ‘Senzaterra’

Ebbene sì, l’articolo di oggi sarà un vero e proprio pippone storico. Per la precisione riguarda il nostro caro e vile principe Giovanni, in arte P.G.

P.G., nel classico Disney Robin Hood, viene descritto come un principe avido, usurpatore, malvagio e a tratti mammone, con evidenti problemi di carenza di affetto. Inutile dire che lui e Biss sono tra i migliori cattivi disneyani mai creati e fra i più divertenti e ricordati. 

Ma chi era effettivamente il principe Giovanni? La figura storica a cui il personaggio Disney si ispira, ovvero Giovanni d’Inghilterra, detto Senzaterra, chi era effettivamente? Quali sono le sue origini storiche e quanto è simile al P.G. disneyano?? 

Tanto P.G. quanto la sua controparte storica, sono diventati molto famosi nell’immaginario collettivo. E se di P.G. sappiamo vita, morte, miracoli e battute del film a memoria, anche del secondo si può dire che sappiamo di chi si sta parlando. 

Come mai?? Probabilmente perché Giovanni Senzaterra è passato, effettivamente, alla storia come un re pessimo. E, se non fasullo come P.G., perlomeno si fece, nel corso della sua vita, una cattiva reputazione, tale da renderlo un cattivo perfetto per qualsiasi storia, leggenda, film o romanzo nei secoli successivi e ancora oggi. 

Ma come ci arrivò ad avere una tale reputazione? Cosa fece di così terribile? Fece davvero tribolare tutti come canta Little John nel film? 

Con l’articolo di oggi vi porto con me proprio lì, nell’antica Inghilterra medievale alla corte di P.G./ Giovanni Senzaterra a scoprire qualche notizia storica in più sulle origini di uno dei re con la reputazione più terribile della storia Inglese!

La nascita – perché il soprannome Senzaterra?

Re Giovanni SenzaTerra in una miniatura
Giovanni Senza Terra in una miniatura della “Historia Anglorum” di Matthew Paris – wikicommons, p.d.

Il nostro vile P.G., che passerà poi alla storia come Giovanni I d’Inghilterra o Giovanni Senzaterra, che chiameremo d’ora in avanti, per facilitarci le cose, John, nacque ad Oxford nell’ormai lontana vigilia di Natale del 1167. (E già il fatto di nascere il giorno della vigilia di Natale doveva far presagire che non era di certo uno a cui piaceva passare inosservato). Era l’ultimogenito e quindi il più giovane di quattro figli, nati dall’unione fra il re Enrico II d’Inghilterra Plantageneto con Eleonora d’Acquitania. 

Il fatto di essere nato nel giorno della Vigilia della nascita di nostro Signore, comunque, non gli giovò, perché a John, Babbo Natale non portò nessuno dei consueti regali che ogni figlio reale che si rispetti deve avere. John, infatti, passerà alla storia con il soprannome di ‘Lackland’ ossia, Senzaterra, proprio perché, essendo l’ultimo figlioletto della prole reale, rimase senza nessuna eredità degna di nota. Che per il tempo voleva dire una cosa innanzitutto: terra, titoli e possedimenti. Da qui il soprannome Senzaterra. Quando poi hai un fratello maggiore che per soprannome ha ‘Cuor di leone’, capirete che qui si tratta di vero e proprio bullismo storico.

A conferma di questo metteteci anche che molti riportano che, al contrario del buon Riccardo, descritto spesso come un bel fusto alto, biondo e forzuto, John pare che, invece, nonostante un corpo potente, fosse piuttosto bassino, rasentando a malapena un metro e settanta e avesse i capelli rosso scuro. In poche parole non figurava nei classici canoni di bellezza. Ad ogni modo, grazie al padre, nel 1177, gli venne concesso il titolo di Lord d’Irlanda dove venne inviato in qualità di viceré. (Secondo alcuni studi storici pare che, mentre Riccardo fosse il figlio prediletto della madre Eleonora, Giovanni, invece, fosse il preferito del padre. Della serie, gli altri chi li conosce). Purtroppo fu proprio durante questo soggiorno che, a quanto pare, riuscì a mettere in atto una serie di politiche irresponsabili che contribuirono a dare inizio alla sua pessima fama e che lo portarono a rientrare in Inghilterra dopo poco tempo.

Giovanni e il fratello Riccardo

Nel 1189 John si unì al succitato fratello alto e biondo, Riccardo, sostenuto anche dalla madre Eleonora, in una ribellione contro il padre Enrico II. Senza soffermarci troppo sui motivi della ribellione vi basti sapere che Riccardo si alleò anche con il nuovo re di Francia Filippo II e riuscì, nel luglio del 1189, a sconfiggere il padre che morì poco dopo. A quel punto Riccardo venne incoronato suo successore il 2 Settembre nell’Abbazia di Westiminster. Fatto questo, Riccardo partì per la Terza Crociata (per chi se lo stesse chiedendo, ebbene sì, si tratta della “crociata cretina” che P.G. nomina all’inizio del film Disney). Non prima, però, di concedere al fratello, fra le altre cose, il titolo di conte di Mortain, confermarlo Lord d’Irlanda e concedergli estesi territori, rendite e proprietà in Inghilterra. Probabilmente per tenerlo tranquillo e assicurarsi la sua lealtà. Fra le altre cose John sposò anche Isabella di Gloucester. Tuttavia dovette promettere a Riccardo di restare lontano dall’Inghilterra durante la sua assenza. 

Quando il gatto non c’è i topi ballano – John ne combina di tutti i colori durante l’assenza di suo fratello e tenta di usurpargli il trono

Riccardo Cuor di Leone
Riccardo Cuor di Leone in un ritratto – p.d. wikicommons

Lo dice anche Little John nella famosa canzone che ormai tutti conosciamo:

“Lontano è Re Riccardo contro i turchi a guerreggiar e quel buono a nulla fa tutti quanti tribolar”. 

Durante l’assenza del re, negli anni fra il 1189 e il 1192, John fu protagonista di varie vicissitudini. 

La più importante e nota di tutti fu, sicuramente, il tentativo di usurpare il trono del fratello. E, fra l’altro, è proprio durante questo arco temporale che ha luogo la storia del classico Disney. Riccardo, come detto, fu lontano per la crociata per vario tempo. Ora, per chi si stesse chiedendo che fine avessero fatto gli altri fratelli: morirono tutti piuttosto giovani, quindi, di fatto, Giovanni, pur essendo l’ultimogenito, era un potenziale rivale al trono. L’unico rivale di John era il figlio di tre anni del suo defunto fratello Geoffrey, Arturo duca di Bretagna. La situazione degenerò quando Riccardo riconobbe proprio Arturo come suo erede nel 1190, quando era ancora fuori a guerreggiare. A quel punto John, fregandosene altamente della promessa fatta, tornò in Inghilterra. Mentre progettava il da farsi (prendersi il trono), ebbe anche il tempo di guidare una ribellione di nobili e londinesi contro il cancelliere e giustiziere William Longchamp, inglese di origine normanna, molto inviso all’aristocrazia del tempo, a cui proprio Riccardo aveva conferito l’incarico di cancelliere prima di partire. (Per dovere di cronaca il cancelliere era una sorta di alto funzionario dello stato, mentre il giustiziere era un funzionario incaricato di amministrare la giustizia).

William alla fine venne destituito e John, rompendo tutte le promesse fatte, si proclamò erede di Riccardo, infischiandosene altamente dei diritti di successione che aveva il giovane nipote infante, il succitato Arturo. Come se non bastasse, nel Gennaio del 1193, John venne a sapere che il fratello, sulla via di ritorno dalla terza crociata, era stato imprigionato in Germania per una serie di vicissitudini. John, che non aspettava occasione migliore per sbarazzarsi finalmente del biondo fratello, si alleò con il re Filippo II di Francia e tentò di ostacolare la liberazione del fratello. Insomma, non si fece mancare proprio niente. Tuttavia i suoi tentativi non ebbero il successo sperato perché, quando nel 1194 Riccardo riuscì finalmente a tornare libero in Inghilterra, John venne bandito e privato di tutte le sue terre. 

Tuttavia, grazie anche all’intercessione della madre, alla fine Riccardo non solo lo perdonò, ma finì anche per nominarlo, finalmente per lui, suo erede ufficiale al trono. Riccardo morì senza eredi nell’Aprile del 1199 e il 27 Maggio dello stesso anno John coronò finalmente il suo sognò e fu incoronato re d’Inghilterra nell’Abbazia di Westminster. 

Riccardo perdona suo fratello Giovanni Senzaterra
Riccardo perdona Giovanni su richiesta della madre – wikicommons, p.d.

Le avventure non sono finite: dalla guerra alla Magna Carta

Gli scontri con il papa

Se volessi stare qui ad elencare tutto quello che successe nella vita di John, minuto per minuto, finiremmo per fare un lungo trattato di storia. Vi basti sapere brevemente che finì di nuovo in guerra con la Francia a causa del suo secondo matrimonio con Isabella di Angoulême; fece uccidere il nipote Arturo, ormai di 17 anni, che vedeva ancora come una minaccia per lui per la questione della successione al trono; perse varie terre in Francia e il sostegno di vari baroni; ed effettivamente stritolo di tasse il popolo. Ma le cose che più di tutti finirono per renderlo davvero impopolare come re inglese, avvennero quando si inimicò prima la chiesa e poi, soprattutto, i potenti baroni. 

Nel 1206 John, infatti, sfidò il volere di papa Innocenzo III opponendosi alla nomina di Stephen Langton come arcivescovo di Canterbury. Il papa, in tutta risposta, nel 1209 lo scomunicò e ordinò la chiusura di tutte le chiese. Successivamente, nel 1212, il papa arrivò addirittura a dichiarare che John non aveva alcun diritto legale di farsi chiamare re. A quel punto, abbandonato anche da tutti i vescovi, a John non restò che fare marcia indietro e sottomettersi al volere del papa. Questa marcia indietro, comunque, gli giovò, perché in questa maniera si assicuro l’alleanza del papa, che a quel tempo non era cosa da poco. 

Gli scontri con i baroni e la Magna Carta

Ma il culmine delle sue avventure avvenne con lo scontro con i sui baroni. Già durante il regno di Riccardo, infatti, le tasse erano state molto alzate per riuscire a pagare le costose campagne di guerra del re. La cosa era continuata anche con John per varie ragioni. Per saperne di più a proposito vi consigliamo di leggere un nostro vecchio articolo qui ,in cui vi raccontiamo proprio tutta la faccenda delle tasse. Proprio la tassazione fu una delle ragioni che, più di tutte, creò maggior malcontento. Per di più proprio le campagne militari avevano portato scarsi guadagni e risultati. A complicare le cose ci furono una serie di altre politiche attuate dal Re che miravano ad accrescere sempre più il suo potere personale assoluto. I baroni, di conseguenza, videro sempre più diminuire il proprio di potere e, insieme a loro, anche i mercanti si trovarono messi alle strette a causa dell’aumento delle tasse. Se questa parte della popolazione, che aveva comunque più potere e più ricchezze, si trovò in difficoltà, figurarsi come doveva stare il resto, ossia la gente comune. Infine, il malcontento spesso veniva soffocato, in modi sicuramente non gentili, dagli sceriffi agli ordini del re. Insomma, la situazione non era propriamente quella di un regno guidato da un sovrano illuminato, anzi.

Re Giovanni senzaterra firma la Magna Carta
Giovanni firma la Magna Carta – wikicommons, p.d.

Alla fine, sopraffatti e schiacciati dal peso delle tasse e delle politiche infauste di John, baroni e mercanti si ribellarono e marciarono verso Londra per obbligarlo a firmare un documento che passò alla storia come la Magna Carta, il 15 Giugno del 1215. 

In cosa consisteva la Magna Carta?

La Magna Carta, in sostanza, serviva a frenare il potere del re e a proteggere i diritti feudali dei baroni. Se prima il re poteva impadronirsi delle terre di questi ultimi come voleva o imporre tasse irragionevoli, come di fatto spesso accadeva; ora, grazie alla Magna Carta, non poteva più farlo senza prima aver consultato i baroni. Dopo aver firmato il documento, il re fu costretto a sottostare ad un corpo definito di leggi e tutti gli uomini liberi tranne i servi, secondo la Carta, erano protetti dagli ufficiali reali e avrebbero avuto diritto ad un equo processo, cosa prima non prevista. Insomma, in poche parole la Magna Carta limitava il potere del re, che negli ultimi decenni era accresciuto senza controllo, e stabiliva 63 clausole ben precise. Oltre quelle succitate, la Magna Carta stabilì anche che le vedove non avrebbero dovuto pagare nessuna tassa per ricevere il patrimonio del marito e che non sarebbero state costrette a risposarsi, come invece avveniva prima. Anche se la Magna Carta venne fatta esclusivamente per garantire gli interessi dei baroni, a cui poco o nulla importava del resto della gente, fu comunque una pietra miliare importante nel cammino verso l’affermazione dei diritti e delle istituzioni del costituzionalismo moderno.

La morte di John

Inizialmente, comunque, nonostante l’avesse firmata, John continuò a fare di testa sua e ignorò bellamente la Magna Carta. A quel punto scoppiò la guerra civile tra i baroni, che volevano sbarazzarsi di lui, sostenuti dal principe Luigi di Francia, e John, sostenuto dal papa. John, comunque, non vide la fine di questa disputa perché morì quando la guerra era ancora in corso il 18 Ottobre del 1216, quando aveva ancora 48 anni. A lui succedette suo figlio Enrico III che, nonostante avesse solo 9 anni, riuscì a regnare per ben 56 anni. 

Cosa c’entra in tutto questo Robin Hood?

A questo punto la domanda sorge davvero spontanea. In tutto questo marasma di guerre, tradimenti, intrighi e casini vari, Robin Hood che fine ha fatto?? 

Premettendo che la figura di Robin Hood è leggendaria e non si è mai riusciti ad accertare se sia esisto veramente o meno, è naturale e ovvio che, con un curriculum come quello che aveva John, si finisse per renderlo il cattivo numero uno nei racconti e nelle leggende riguardanti Robin Hood. 

Ora, riguardo la leggenda e le origini delle storie su Robin, ve ne parlerò in seguito approfonditamente in un prossimo articolo, per ora vi basti sapere che, non essendoci prove certe della sua esistenza, ovviamente non si hanno prove nemmeno del fatto che abbia mai avuto a che fare con John. 

La leggenda di Robin ha avuto successo nei secoli perché rappresentava le persone comuni che lottavano contro il potere tirannico e assoluto dei sovrani di quel tempo. Inizialmente, secondo alcuni studi, pare che le storie e leggende su Robin non facessero accenno a John. Secondo alcuni, infatti, quest’ultimo è stato inserito solo in seguito, nel corso degli anni, per evidenziare l’impopolarità, il malcontento e le leggi avide con cui il re opprimeva i suoi sudditi. Questa cosa trova fondamento nel fatto che, secondo alcune leggende, la cui origine pare possa risalire alla fine del 16° secolo, Robin era di nascita nobile e le sue terre erano state confiscate alla famiglia da John mentre lui era via con Re Riccardo durante la Terza Crociata. Secondo alcuni questa parte della storia è stata aggiunta successivamente dagli aristocratici per ‘abbellire’ i racconti di Robin Hood a proprio favore. Probabilmente stanchi di storie e leggende in cui la povera gente comune riusciva ad avere il sopravvento sui soprusi perpetrati da rappresentati della nobiltà e dei più forti, decisero di fare di Robin Hood uno di loro, sempre in lotta contro il re, come effettivamente storicamente accadde ai baroni, ma un aristocratico e non più un semplice uomo del popolo qualsiasi. 

Il carattere di John

Siamo giunti alla fine di questo lungo articolo storico e spero davvero che non lo abbiate trovato noioso e che anzi vi abbia aiutato un po’ a chiarivi le idee su chi fosse effettivamente P.G. nella realtà. 

Nonostante la sua impopolarità ci sono stati, nel corso del tempo, alcuni storici che hanno espresso giudizi positivi su di lui, definendolo un uomo capace e deciso, oltre che un bravo comandante in battaglia, sottolineando che, fra gli innumerevoli insuccessi e alterne sfortune, ebbe anche qualche successo qui e la nel corso del suo regno.

Questo però non è bastato perché, di base, l’immagine maggiore che ci tramandano gli storici è quella di un re dal carattere malvagio e difficile, un uomo dalla personalità spiacevole e pericolosa, a tratti meschina, perfida e crudele. Questa descrizione caratteriale, unita ad una politica non propriamente “geniale” e decisamente tirannica e assolutistica, alla sfortuna e tutto il resto, ne ha fatto uno dei cattivi senza dubbio più riuscito della storia e delle leggende. In questo è sicuramente molto simile alla descrizione che ne fa il classico Disney.

Detto questo siamo giunti alla fine del nostro excursus biografico su Giovanni Senzaterra alias P.G. Se l’articolo vi è piaciuto, come al solito, fatecelo sapere commentando o condividendo sui nostri canali social! 

Fonti: 
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